Tag

Slider

Browsing

Appello congiunto di MIR, Pax Christi e SOS Diritti al nuovo ministro dell’Istruzione per una scuola che educhi alla pace e alla non violenza.

testo:

Appello al neo ministro dell’Istruzione: educare alla Pace e alla Nonviolenza

Dinanzi al drammatico dilagare nella nostra società della violenza, di comportamenti di prevaricazione e bullismo, del preoccupante fenomeno della violenza in rete e dell’incremento dell’incitamento all’odio, le Associazioni Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR), Pax Christi e SOS Diritti, promotrici della Campagna “Scuole Smilitarizzate”, lanciano un accorato appello al neo ministro della pubblica istruzione Patrizio Bianchi, affinché la scuola possa dedicare ampio spazio all’educazione alla pace e alla nonviolenza, fornendo strumenti per la prevenzione e gestione dei conflitti, coinvolgendo tutte quelle realtà associative che con competenza intendono essere a fianco di dirigenti, docenti e studenti/studentesse e loro famiglie per promuovere la Cultura e l’etica della convivenza pacifica e della nonviolenza.

22 Febbraio 2021

Movimento Internazionale della Riconciliazione  –  Pax Christi Italia  –  SOS Diritti


Con l’inizio del prossimo anno scolastico, segnato da tante difficoltà ed incertezze ma anche da nuove sfide e nuove prospettive, il MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione) e Pax Christi Italia (Movimento Cattolico Internazionale per la pace), desiderano essere a fianco di docenti e alunne/i, per ripartire da una scuola che sappia cogliere, dal dramma della pandemia, l’occasione per rigenerare la nostra società, guardando al futuro con fiducia e speranza e promuovendo la pace, quale bene laico e universale, da proteggere e trasmettere alle giovani generazioni.

Oggi più che mai dobbiamo fare scelte coraggiose per la difesa della nostra umanità, e per fare ciò, vogliamo ribadire, senza esitazione, l’importanza dell’educazione alla pace ed alla nonviolenza, quale modello pedagogico capace di trasmettere a bambine/i e giovani valori di solidarietà, giustizia, dialogo e convivenza pacifica tra i popoli. Da qui nasce la Campagna “Scuole Smilitarizzate”, una campagna che intende ribadire la mission educativa della scuola ed invitare studentesse/i, docenti, dirigenti all’‟opzione della pace”. Ci rammarica e ci indigna constatare la presenza e l’incremento, in ambito scolastico, di molteplici attività, iniziative e progetti in collaborazione con le Forze Armate e quindi in palese contrasto con le finalità educative, formative e culturali dell’istituzione scolastica. La scuola non è e non può essere il luogo “dell’opzione militare”, essa al contrario è il luogo ove coltivare la pace e educare ad essa. La prevenzione dei conflitti, la loro trasformazione nonviolenta, l’implementazione dei diritti e il rispetto della vita umana in tutti i suoi aspetti, sono i mezzi per costruire una cultura di pace e di nonviolenza. Chiediamo pertanto che la scuola resti fedele alla sua azione pedagogica e coerente ai princìpi costituzionali, in particolare all’art. 11 della Costituzione che recita “L’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti”, per promuovere tra le/i giovani scelte ed azioni di pace che possano disarmare il nostro mondo, partendo proprio dall’educazione per arrivare alla politica, all’economia e a tutti gli ambiti della società. La campagna, promossa in collaborazione con l’Associazione SOS Diritti, vuole rappresentare un percorso ampio e inclusivo dei tanti soggetti della società civile che sono impegnati continuamente per una scelta che escluda la violenza e coltivi la pace. È pertanto vitale la collaborazione tra la scuola e le tante associazioni operanti a questo scopo in Italia, alle quali rivolgiamo l’invito ad aderire e contribuire alla realizzazione di questa campagna, mettendo a disposizione delle scuole le proprie competenze e risorse, per costruire insieme una concreta alternativa di pace attraverso una rete capillare su tutto il territorio . Con l’inizio del nuovo anno scolastico, la Campagna “Scuole Smilitarizzate” verrà lanciata ufficialmente e saranno forniti ulteriori dettagli e strumenti. In questa anteprima della Campagna viene pubblicato sui social un video messaggio da parte dei presidenti nazionali del MIR e di Pax Christi che spiegano il perché delle “Scuole smilitarizzate”. L’augurio è che le scuole possano scegliere di percorrere la strada della pace e della nonviolenza ed esserne promotrici. 10 agosto 2020
Movimento Internazionale della Riconciliazione – Pax Christi Italia
*Per ulteriori informazioni e adesioni invitiamo a contattare le segreterie nazionali del MIR o di Pax Christi.

Carissim*

oggi 2 ottobre, nella Giornata internazionale della nonviolenza, proclamata dall’Onu nell’anniversario della nascita di Gandhi, MIR e Pax Christi in collaborazione con SOS Diritti, danno il via alla Campagna Scuole Smilitarizzate, alla quale, come potete vedere nei file allegati, hanno già aderito alcune organizzazioni.

In occasione del lancio e’ stata inaugurata la pagina Facebook della Campagna: www.facebook.com/scuole.smilitarizzate

Il lancio sta avvenendo attraverso la pubblicazione su Fb dei due documenti della campagna (il manifesto e la presentazione), di un comunicato stampa, di un video promozionale riguardante i punti del manifesto e di un videomessaggio di sostegno alla Campagna da parte di Alex Zanotelli.

La Campagna che inizia oggi, per riuscire ha bisogno dell’impegno di tutti  quelli che come voi sono convinti dell’importanza dell’educazione alla nonviolenza e alla pace. Serve la collaborazione di tutti per arrivare a tutte le scuole con questa proposta. Vorremmo che le scuole dichiarassero l’esclusione dall’offerta formativa degli incontri celebrativi delle guerre e degli incontri finalizzati ad attrarre i giovani verso le strutture militari, le forze armate e l’industria delle armi.

Vi chiediamo la cortesia di dare fin d’ora diffusione ai documenti e ai video pubblicati sulla pagina Facebook.  

Un cordiale saluto di pace

MIR Italia



——-
segreteria nazionale 
Movimento Internazionale della Riconciliazione branca italiana dell’IFOR (International Fellowship of Reconciliation)

Via Garibaldi 13 10122 Torino, Italia
Tel. +39.011532824 Fax +39.0115158000
C.F.: 96028760583 Website: www.miritalia.org
Facebook: MIR
(Pierangelo Monti)

Le associazioni che hanno organizzato il presidio il giorno 22 Gennaio 2021 davanti al Municipio di Ivrea per festeggiare l’entrata in vigore del Trattato ONU di messa al bando delle armi nucleari (TPNW) hanno ottenuto un importante risultato: l’adesione dell’amministrazione comunale all’appello che in quel giorno è stato consegnato al Sindaco dott. Stefano Sertoli.

ecco il testo dell’appello presentato al Sindaco il 22 Gennaio:

Appello per la ratifica del Trattato di disarmo nucleare

Le organizzazioni sottoscritte, premesso che:

  • Il 10 ottobre 2016 il Consiglio Comunale di Ivrea ha approvato un Ordine del Giorno in appoggio all’apertura del Trattato internazionale per l’interdizione delle armi nucleari;
  • Il 20 novembre 2017 il Consiglio Comunale di Ivrea ha approvato un Ordine del Giorno col quale dava l’adesione alla Campagna “Italia Ripensaci”, impegnava Sindaco e Giunta a farsi portavoce presso il Governo affinché l’Italia approvasse il Trattato dell’ONU del 7 luglio 2017 per la Proibizione delle armi nucleari (TPNW) e perseguisse ogni attività finalizzata a rimuovere definitivamente le testate nucleari ancor presenti sul territorio nazionale.;

Considerato che:

  • il 22 gennaio 2021 entrerà in vigore il Trattato di messa al bando delle armi nucleari (TPNW), approvato il 7 luglio 2017 dall’Assemblea dell’ONU, con 122 voti a favore, e ratificato da oltre 50 stati (come richiesto dal Trattato per la sua entrata in vigore);
  • il suddetto Trattato vieta di produrre, possedere, installare, utilizzare, minacciarne l’uso, trasferire e ricevere armi nucleari;
  • l’Italia aveva sottoscritto il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, ratificato il 2 maggio 1975, che all’Art. 2 stabilisce: «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente»;
  • l’Italia, avendo ordigni nucleari nelle basi americane di Aviano e Ghedi, sta violando il suddetto Trattato;
  • la presenza negli arsenali e la diffusione di armi nucleari rappresenta una gravissima minaccia alla vita, alla pace e alla sicurezza internazionale;
  • l’Italia ripudia la guerra (art.11 della Costituzione), tanto più la guerra atomica;
  • l’umanità teme e condanna l’uso di armi nucleari, fatte per colpire deliberatamente le popolazioni civili e minacciose per la stessa sopravvivenza della vita sulla Terra;
  • che le ingenti somme che ogni anno vengono spese per costruire e mantenere queste armi orribili dovrebbero essere destinate ad usi più utili per l’umanità, come il contrasto al cambiamento climatico, alla pandemia, alla povertà;

Chiedono al Sindaco e alla Giunta del Comune di Ivrea:

  • di intraprendere tutte le azioni possibili presso il Presidente della Repubblica e il Governo affinché l’Italia, cambiando la posizione finora tenuta: a) ratifichi in tempi rapidi il Trattato di messa al bando delle armi nucleari: b) rimuova le armi atomiche presenti sul territorio italiano; c) rifiuti le nuove armi atomiche B61-12, che gli Stati Uniti intendono installare sui caccia F35;
  • di adoperarsi presso il Presidente della Repubblica, il Governo, il Parlamento affinché traducano in credibili e autorevoli azioni ufficiali – a livello nazionale e internazionale – il diritto ad un mondo libero dalle armi atomiche;
  • di dar vita ad iniziative culturali, di sensibilizzazione e di informazione sul tema del Disarmo nucleare rivolte alla Cittadinanza in particolar modo a giovani e studenti;
  •  di sostenere la campagna “Italia, ripensaci”, per l’adesione e il rispetto da parte dell’Italia del Trattato TPNW.

Ivrea, 22 gennaio 2021

Albero della speranza, ANPI, Associazione Ecoredia, Associazione Rosse Torri, Azione Cattolica, CAV-Movimento per la Vita, Centro Documentazione Pace, Centro Gandhi, CGIL, Circolo PRC-SE di Ivrea, Emergency, Fraternità di Lessolo, Fraternità CISV Albiano, Good Samaritan, Il sogno di Tsige, Legambiente Dora Baltea, Libera Ivrea, Lucy Associazione, Mir Ivrea, Osservatorio migranti, Pax Christi Ivrea, Sardine di Ivrea – Associazione Mare Aperto, ZAC!


Ecco il Comunicato delle associazioni di Ivrea per l’adesione dell’Italia al Trattato ONU di abolizione delle armi nucleari:

“Le associazioni che hanno organizzato il presidio il giorno 22 gennaio 2021 davanti al Municipio di Ivrea, per festeggiare l’entrata in vigore del Trattato ONU di messa al bando delle armi nucleari (TPNW), e hanno consegnato al Sindaco l’appello, col quale si chiede al Comune di Ivrea, di sostenere la campagna “Italia, ripensaci”, per l’adesione e il rispetto da parte dell’Italia del Trattato TPNW, allontanando le armi atomiche presenti sul territorio italiano e diffondendo la cultura di pace e di nonviolenza, ringraziano il Sindaco e il Consiglio Comunale per avere approvato, nella seduta del 1 febbraio 2021, l’ordine del giorno contenente le istanze da noi presentate.

Il Sindaco e i Consiglieri che hanno accolto il nostro appello, anteponendo il ripudio delle armi atomiche a ogni considerazione politica di parte, hanno ben interpretato lo spirito di pace della città di Ivrea e quella che riteniamo sia la volontà della maggioranza dei suoi cittadini.

Confidiamo ora nell’attuazione degli impegni assunti dall’amministrazione comunale con l’ordine del giorno approvato e ci rendiamo disponibili a collaborare con essa, per dar vita ad iniziative culturali, di sensibilizzazione e di informazione sul tema del Disarmo nucleare.”

Un cordiale saluto di pace.

PierAngelo Monti, per le associazioni sottoscritte

Ivrea, 3 febbraio 2021

Albero della speranza, ANPI, Associazione Ecoredia, Associazione Rosse Torri, Azione Cattolica, CAV-Movimento per la Vita, Centro Documentazione Pace, Centro Gandhi, CGIL, Circolo PRC-SE di Ivrea, Emergency, Fraternità di Lessolo, Fraternità CISV Albiano, Good Samaritan, Il sogno di Tsige, Legambiente Dora Baltea, Libera Ivrea, Lucy Associazione, Mir Ivrea, Osservatorio migranti, Pax Christi Ivrea,Sardine di Ivrea – Associazione Mare Aperto, ZAC!


Incoraggiati da questo primo e non di poco conto segno di accoglienza del messaggio di pace e di disarmo, sentiamo ora urgente l’impegno nel nostro territorio di presentare il medesimo invito ad altre amministrazioni locali, ad altri sindaci del Canavese. La situazione da Covid19 ci impedisce per ora altre manifestazioni di piazza come quelle del 22 Gennaio scorso, tuttavia possiamo contattare i nostri comuni attraverso la posta elettronica: l’importante che il messaggio sappia di unità tra di noi, vari gruppi pace, in maniera che sia accolto e valutato con più peso.

Gustavo Gnavi (Pax Christi Ivrea)

La notizia è ormai certa, anche se non è ancora pubblica.

Le testate atomiche presenti nelle sedi  NATO in Europa (Italia, Germania, Olanda e Belgio) sono ormai vecchie e quindi occorre cambiarle con altre più potenti ed efficaci.

Ci saranno anche i nuovi aerei per trasportarle, i famosi F-35A di cui da anni si parla e che i paesi NATO sono in qualche modo obbligati a comprare.

Così avremo in casa le nuove bombe B61-12. Le vecchie B-61 non si sa che fine faranno (probabilmente saranno  montate e la parte radioattiva verrà interrata in qualche caverna a  grande profondità.

Ma l’Italia avrà anche il privilegio di veder transitare sul suo suolo le testate che andranno ad altri paesi, tramite la base americana di Camp Darby, in provincia di Pisa e lo scalo navale di Livorno.

Il tutto nel silenzio delle tradizionali fonti di in formazione.

Pubblichiamo perciò l’articolo di Manlio Dinucci su quanto detto sopra. Pregasi di farlo girare.


Manlio Dinucci

IL MANIFESTO DEL 01.12.2020

PUBBLICATO 30.11.2020, 23:59

https://ilmanifesto.it/la-bomba-e-pronta-tra-breve-in-italia/

Un video, pubblicato il 23 novembre dai Sandia National Laboratories, mostra un caccia Usa F-35A che, volando a velocità supersonica a 3000 metri di quota, lancia una bomba nucleare B61-12 (dotata per il test di testata non-nucleare).

La bomba non cade verticalmente ma plana, finché nella sezione di coda si accendono dei razzi che le imprimono un moto rotatorio e la B61-12 (guidata da un sistema satellitare) si dirige sull’obiettivo che colpisce 42 secondi dopo il lancio.

Il test è stato effettuato il 25 agosto nel poligono di Tonopah nel deserto del Nevada.

Un comunicato ufficiale conferma il suo pieno successo: si tratta della prova di un vero e proprio attacco nucleare che il caccia effettua a velocità supersonica e in assetto stealth (con le bombe nucleari collocate nella stiva interna) per penetrare attraverso le difese nemiche.

La B61-12 ha una testata nucleare con quattro opzioni di potenza selezionabili al momento del lancio a seconda dell’obiettivo da colpire. Ha la capacità di penetrare nel sottosuolo, esplodendo in profondità per distruggere i bunker dei centri di comando e altre strutture sotterranee.

Il programma del Pentagono prevede la costruzione di circa 500 B61-12, con un costo stimato di circa 10 miliardi di dollari (per cui ogni bomba viene a costare il doppio di quanto costerebbe se fosse costruita interamente in oro). È stato ufficialmente annunciato che la produzione in serie della nuova bomba nucleare comincerà nell’anno fiscale 2022, che inizia il 1° ottobre 2021 (ossia tra undici mesi).

Non si sa quante B61-12 verranno schierate dagli Usa in Italia, Germania, Belgio e Olanda per sostituire le B61 il cui numero effettivo è segreto.

Foto satellitari mostrano che sono stati effettuati lavori di ristrutturazione nelle basi di Aviano e Ghedi in preparazione dell’arrivo delle nuove bombe nucleari, di cui saranno armati gli F-35A della US Air Force e, sotto comando Usa, quelli dell’Aeronautica italiana.

In quale situazione si troverà l’Italia, una volta che saranno schierati sul proprio territorio gli F-35A pronti all’attacco nucleare con le B61-12, è facilmente prevedibile. Quale base avanzata dello schieramento nucleare Usa in Europa diretto principalmente contro la Russia, l’Italia si troverà in una situazione ancora più pericolosa.

Dipenderà ancor più di prima dalle decisioni strategiche prese a Washington, che comportano scelte politiche ed economiche lesive della nostra sovranità e dei nostri reali interessi nazionali.

Dovrà accrescere la spesa militare dagli attuali 26 a 36 miliardi di euro annui, cui si aggiungeranno secondo i piani oltre 60 miliardi stanziati a fini militari dal Ministero dello sviluppo economico e tratti (più gli interessi) dal Recovery Fund.

L’Italia violerà ancor più di prima il Trattato di non-proliferazione, al quale ha aderito nel 1975 impegnandosi a «non ricevere da chicchessia armi nucleari né il controllo su tali armi, direttamente o indirettamente».

Rifiuterà ancora di più il recente Trattato Onu sulla abolizione delle armi nucleari, che stabilisce: «Ciascuno Stato parte che abbia sul proprio territorio armi nucleari, possedute o controllate da un altro Stato, deve assicurare la rapida rimozione di tali armi».

Per gettare un sasso nell’acqua stagnante di un parlamento che tace su tutto questo, l’on. Sara Cunial (Gruppo Misto) ha presentato una interrogazione a risposta scritta alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri della Difesa e degli Esteri.

Dopo aver esposto i fatti sopracitati, l’interrogazione chiede «se il Governo intende rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, ratificato dall’Italia nel 1975; se intende firmare e ratificare il Trattato ONU sulla abolizione delle armi nucleari, che entra in vigore nel 2021; se intende far sì, in base a quanto stabiliscono tali trattati, che gli Stati uniti rimuovano immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari».


VEDI IL VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=Q3GYfY9ERWo&feature=emb_title