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Per non dimenticare “che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7).

Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.”

(dalla “Laudato si'” di papa Francesco)


Ringraziamo di questa iniziativa il nostro Silvio Salussolia di Pax Christi PuntoPace Ivrea  e la sua famiglia.

La terra tra gli ultimi Invito

Senzatomica e Rete Pace Disarmo: “Passo positivo, ora l’Italia partecipi alla Conferenza di Vienna”

Disarmo nucleare: "M5S era a favore, ma Italia non ratifica trattato"

Finalmente una buona notizia!
La Commissione esteri della Camera ha approvato le indicazioni per il Governo affinché si attivino i percorsi per il disarmo nucleare come indicato dal Trattato dell’ONU per la proibizione delle armi nucleari.
Sarà solo un primo passo, un piccolo passo ma speriamo possa essere l’inizio di passi più importanti e di decisioni fondamentali.
“Passo positivo, ora l’Italia partecipi alla Conferenza di Vienna (…)
Siamo soddisfatti di questo storico risultato a favore dell’impegno dell’Italia per il disarmo nucleare”.
Senzatomica e Rete italiana Pace e Disarmo esprimono soddisfazione per il voto di oggi in Commissione Esteri alla Camera che esprime indicazioni per il Governo affinché si attivi in percorsi concreti di disarmo nucleare e di avvicinamento ai contenuti del Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW). Nella risoluzione si sottolinea come le armi nucleari costituiscano ancora oggi una grave minaccia per l’umanità come sia quindi fondamentale continuare gli sforzi per la loro riduzione con l’obiettivo di una definitiva eliminazione.
Con il documento a prima firma Laura Boldrini (ma sottoscritto anche dai Deputati Graziano Delrio, Paola De Micheli, Piero Fassino, Francesca La Marca, Erasmo Palazzotto, Lia Quartapelle Procopio, Yana Chiara Ehm, Gennaro Migliore, Mirella Emiliozzi), il Parlamento fornisce al Governo sollecitazioni chiare e indicazioni realizzabili per perseguire percorsi concreti di disarmo nucleare globale e definitivo: un obiettivo che tutti i recenti esecutivi italiani hanno confermato come prioritario.
Dopo un dibattito di alcune settimane, è stato approvato un testo che non solo richiama in via generale il disarmo nucleare, ma indica al Governo come poterlo realizzare nel quadro del percorso individuato dal Trattato TPNW, scaturito dalla “Iniziativa Umanitaria” della società civile internazionale. Anche se l’Italia finora ha deciso, come tutti gli alleati NATO, di rimanere al di fuori del percorso che sta coinvolgendo decine di Paesi del mondo è importante che ci sia un avvicinamento ai contenuti pratici e concreti proposti dal Trattato e un confronto con tutti gli Stati che stanno mettendo il disarmo nucleare al centro della propria azione politica.
L’Italia può e deve mettere in campo la parte migliore delle proprie risorse per costruire il disarmo nucleare, come sottolineato nella parte dispositiva della Risoluzione, che impegna il Governo “a continuare a valutare, in questo contesto, compatibilmente con l’obiettivo delineato, con gli obblighi assunti in sede di Alleanza atlantica e con l’orientamento degli altri Alleati, possibili azioni di avvicinamento ai contenuti del Trattato TPNW, in particolare per quanto riguarda azioni di «Assistenza alle vittime e risanamento ambientale», considerando la grande tradizione umanitaria dell’Italia e come previsto dall’articolo VI dello stesso Trattato”.
“Finché ci saranno le armi nucleari, ci sarà sempre il rischio che vengano utilizzate – afferma Daniele Santi, Presidente di Senzatomica – Le dichiarazioni della classe governativa russa relativamente alla guerra in Ucraina hanno mostrato in maniera inequivocabile il vero volto della deterrenza nucleare quale strumento di ricatto che pone l’umanità sull’orlo della catastrofe. L’unica via per prevenire il loro uso è la loro eliminazione totale e per realizzare questo esiste oggi uno strumento: il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). Mai come ora è necessario perseguire una politica che punti al disarmo nucleare e alla distensione dei conflitti tra le superpotenze. Al mondo esistono quasi 13mila testate nucleari, 40 delle quali sul territorio italiano. Siamo arrivati a un punto cruciale nelle iniziative per abolire le armi nucleari, uno scopo tanto agognato da molte generazioni in tutto il mondo a partire dagli hibakusha, le vittime dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. Il TPNW è indispensabile per proteggere la pace dell’umanità nel suo complesso”.
“Solo ricordandoci della nostra umanità e decidendo un percorso serio e concreto di disarmo nucleare globale il mondo potrà smettere di basare un’effimera idea di sicurezza sulla possibilità di distruggere in pochi minuti intere città e milioni di persone” – sottolinea Lisa Clark, responsabile per il disarmo nucleare di Rete Italiana Pace e Disarmo e coordinatrice di “Sindaci per la Pace” in Italia.
L’occasione per raggiungere questo risultato è rappresentata dalla Prima Conferenza degli Stati Parti del Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW) che si svolgerà a Vienna dal 21 al 23 giugno prossimo. La campagna “Italia, ripensaci” sostenuta da Senzatomica e Rete italiana Pace e Disarmo (organizzazioni italiane partner di ICAN la campagna internazionale per la proibizione delle armi nucleari vincitrice del premio Nobel nel 2017) chiede al Governo una decisione in tal senso facendo eco a quanto votato dalla Commissione Esteri della Camera, che impegna l’esecutivo a “considerare, in consultazione con gli Alleati, l’ipotesi di partecipare come «Paese osservatore» alla Prima Riunione degli Stati Parti del Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW) (…) tenendo conto della partecipazione dei Governi di Paesi NATO, come la Norvegia e la Germania”.

 

 

 

 

Le associazioni che a Ivrea da anni sostengono la Campagna “Italia ripensaci” per l’adesione dell’Italia al Trattato dell’ONU per la messa al bando delle armi atomiche, si rivolgono ai Sindaci e alle amministrazioni dei Comuni della Zona omogenea 9 della Città Metropolitana di Torino, affinché aderiscano alla Campagna “Italia ripensaci”, come hanno fatto diversi Comuni italiani, tra i quali il Comune di Ivrea.

Il Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), approvato all’ONU da 122 Stati il 7 Luglio 2017, entrato in vigore il 22 Gennaio 2021, dopo la ratifica del cinquantesimo Stato – che vieta agli Stati di produrre, possedere, installare, utilizzare, minacciarne l’uso, trasferire e ricevere armi nucleari – non è stato purtroppo sottoscritto dall’Italia.

Per questo, ritenendo queste armi immorali e illegali, secondo il diritto internazionale, e ribadendo il rispetto dell’art. 11 della Costituzione, invitiamo i vostri Comuni a unirsi a noi nel chiedere al Governo Italiano di aderire al Trattato, quindi di rimuovere le testate nucleari presenti sul territorio italiano e di rifiutare nuove armi atomiche (tipo le B61-12 sui caccia F35).

Un altro contributo al disarmo nucleare e alla pace può essere l’iscrizione del sindaco di ogni Comune piccolo e grande che sia alla rete dei “Sindaci per la Pace” (internazionale: “Mayors for Peace”), l’associazione, nata nel 1982 da parte dei Sindaci di Hiroshima e Nagasaki, al fine di coinvolgere i sindaci delle città del mondo, che sono i possibili obiettivi delle armi atomiche, affinché promuovano nel loro territorio iniziative culturali, educative e di pressione politica per il raggiungimento del completo disarmo nucleare. A questa associazione hanno finora aderito finora più di 8000 città, più di 500 italiane, tra le quali Ivrea, iscrittasi il 6 Luglio 2021, con delibera della Giunta Comunale.

Sabato 22 Gennaio, primo anniversario dell’entrata in vigore del trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW), anche a Ivrea come in tante città d’Italia e del mondo, si manifesterà per chiedere all’Italia di aderire al Trattato. Anche nei giorni precedenti e successivi ci sono iniziative a questo scopo, in particolare rivolte agli studenti delle scuole superiori.

Un cordiale saluto di pace.

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Si allega il testo dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio Comunale di Ivrea il 1 Febbraio 2021

Premesso che il 10 Ottobre 2016 il Consiglio Comunale di Ivrea ha approvato un Ordine del Giorno in appoggio all’apertura del Trattato internazionale per l’interdizione delle armi nucleari.

Il 20 Novembre 2017 il Consiglio Comunale di Ivrea ha approvato un Ordine del Giorno col quale dava l’adesione alla Campagna “Italia Ripensaci”, impegnava Sindaco e Giunta a farsi portavoce presso il Governo affinché l’Italia approvasse il Trattato dell’ONU del 7 Luglio 2017 per la Proibizione delle armi nucleari e perseguisse ogni attività finalizzata a rimuovere definitivamente le testate nucleari ancor presenti sul territorio nazionale.

Considerato che:

  • il 22 Gennaio 2021 entrerà in vigore il Trattato di messa al bando delle armi nucleari, approvato il 7 luglio 2017 dall’Assemblea dell’ONU, con 122 voti a favore, e ratificato da oltre 50 stati (come richiesto dal Trattato per la sua entrata in vigore). 
  • Il suddetto Trattato vieta di produrre, possedere, installare, utilizzare, minacciarne l’uso, trasferire e ricevere armi nucleari.
  • L’Italia aveva sottoscritto il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, ratificato il 2 Maggio 1975, che all’art. 2 stabilisce: «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, che sia Parte del Trattato, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi e congegni esplosivi, direttamente o indirettamente».
  • L’Italia, avendo ordigni nucleari nelle basi americane di Aviano e Ghedi, sta violando il suddetto Trattato.
  • La presenza negli arsenali e la diffusione di armi nucleari rappresenta una gravissima  minaccia  alla vita, alla pace e alla sicurezza internazionale.
  • L’Italia ripudia la guerra (art. 11 della Costituzione), tanto più la guerra atomica. L’umanità teme e condanna l’uso di armi nucleari, fatte per colpire deliberatamente le popolazioni civili e minacciose per la stessa sopravvivenza della vita sulla Terra.
  • Le ingenti somme che ogni anno vengono spese per costruire e mantenere queste armi orribili dovrebbero essere destinate ad usi più utili per l’umanità, come il contrasto al cambiamento climatico, alla pandemia, alla povertà.

Il Consiglio Comunale chiede al Sindaco e alla Giunta del Comune di Ivrea di intraprendere tutte le azioni possibili presso il Presidente della Repubblica e il Governo affinché l’Italia, cambiando la posizione finora tenuta ratifichi in tempi rapidi il Trattato di messa al bando delle armi nucleari; rimuova le armi atomiche presenti sul territorio italiano; rifiuti le nuove armi atomiche B61-12, che gli Stati Uniti intendono installare sui caccia F35; di adoperarsi presso il Presidente della Repubblica, il Governo, il Parlamento affinché traducano in credibili e autorevoli azioni ufficiali – a livello nazionale e internazionale – il diritto ad un mondo libero dalle armi atomiche; di dar vita ad iniziative culturali, di sensibilizzazione e di informazione sul tema del Disarmo nucleare rivolte alla Cittadinanza in particolar modo a giovani e studenti; di sostenere la campagna “Italia, ripensaci”, per l’adesione e il  rispetto da parte dell’Italia del Trattato TPNW.


Comunicato per la giornata del 22 Gennaio 2022,
1° anniversario dell’entrata in vigore del Trattato contro le armi nucleari.


Un anno fa, il 22 Gennaio 2021 è entrato in vigore il Trattato dell’ONU per la messa al bando le armi nucleari (TPNW), approvato da 122 Stati e ratificato da 59 Stati. Ma l’Italia ancora non è tra questi.
Anche quest’anno il 22 gennaio, nel primo anniversario dell’entrata in vigore del TPNW, per il quale l’ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) ottenne nel 2017 il premio Nobel per la pace, si terranno presidi in diverse città per dire che le armi nucleari vanno abolite in tutto il mondo: il loro possesso è illegale, è immorale, è folle perché minacciano l’umanità, è uno spreco di risorse.

A IVREA alle ore 12 si terrà un presidio davanti al Municipio in collegamento con le altre città. Alle ore 13 suoneranno le campane.
Dalle 16 alle 19, in Sala Santa Marta a cura di Emergency Canavese verranno proiettati video musicali di artisti canavesani, un filmato contro i missili nuclearai e un breve contributo teatrale del gruppo “Fuori dal tunnel” (riproposti ogni mezz’ora per permettere la visione a tutti nel rispetto delle restrizioni della capienza della sala per le norme anticontagio)

Dal 20 al 29 Gennaio, nell’androne del Municipio, sarà esposta la mostra “Cronaca di un bombardamento atomico”, a cura del Centro Documentazione Pace.


Il 20 Gennaio presso il Liceo Gramsci, in collegamento con il Liceo Botta e l’Istituto Cena, si terrà un incontro con gli studenti che vogliono essere parte attiva nella Campagna contro le armi atomiche, in particolare nel chiedere ai sindaci dei loro comuni, di sostenere la richiesta al Governo di aderire al Trattato TPNW.


Le armi atomiche sono fatte per azioni di guerra offensive, contrarie all’articolo 11 della Costituzione. Pertanto vanno ripudiate e le decine di testate nucleari presenti nelle basi NATO di Ghedi e Aviano, vanno rimosse.
Bisogna insistere con la Campagna “Italia ripensaci”, che le nostre associazioni con la Rete Italiana Pace e Disarmo, Senzatomica, il Coordinamento piemontese contro l’atomica, tutte le guerre e i terrorismi, continueranno a sostenere finché i politici si decideranno ad esaudire il desiderio della maggioranza delle Italiane e degli Italiani, quello di eliminare le armi atomiche, che possono distruggere l’intera umanità.


Si invita la cittadinanza a partecipare.


Tutte le iniziative si svolgeranno nel rispetto delle norme anti-Covid.


firmato, le organizzazioni promotrici:
Albero della speranza, ANPI, Associazione Ecoredia, Associazione Rosse Torri, Azione Cattolica, Centro Documentazione Pace, Centro Gandhi, CGIL, Circolo PRC-SE di Ivrea, Circolo PD e Democratiche PD di Ivrea/Cascinette, Emergency, Economia Disarmata del Movimento dei Focolari, Fraternità CISV Albiano, Good Samaritan, Il sogno di Tsige, Legambiente Dora Baltea, Libera Ivrea, Lucy Associazione, Mir Ivrea, Movimento 5 Stelle Ivrea, Osservatorio migranti, Pax Christi Ivrea, Sardine Ivrea e Associazione Mare Aperto, Viviamo Ivrea, ZAC!

La lettera aperta di Silvio Salussolia al responsabile del Punto Pace di Ivrea, e quindi a tutti noi che ne facciamo parte, vuole ribadire la necessità di fare obiezione di coscienza economica nel momento in cui noi, che ci diciamo per la pace ed il disarmo, affidiamo i nostri risparmi a banche e a compagnie assicurative dal profilo etico non sempre chiaro.

Caro Gustavo,
Seguo e leggo sempre con piacere le tue preziose sollecitazioni.
Interessanti la scuola con la Pontificia università Lateranense/Pax Christi e tutte le discussioni dell’ultimo giorno dell’anno a Savona.
La difficoltà che ho è per il dopo:
come fare a tradurre in azioni quotidiane, fattibili, tutto quanto ascoltato?.
O meglio, come fare a elaborare un pensiero, piccolo ma mio(nostro), adatto alle mie(nostre) spalle che serva la mia(nostra) quotidianità?
La “Scuola d’Innovazione Sociale per la Pace e lo Sviluppo della Cooperazione Internazionale” con la Pontificia Università Lateranense è molto interessante, ma non tocca l’unica materia di partenza, il rapporto economia/armi, che necessariamente è il punto di partenza. Per la verità, si accenna qualcosa tra le diverse unità ma il rapporto armi/economia, cioè lo studio dell’incidenza delle spese militari sui bilanci degli Stati dev’essere il punto di partenza di ogni discorso sul disarmo e non una questione laterale.
(“Questa economia uccide – dice papa Francesco- in due modi, per i soldi spesi in armi e per l’enorme prevaricazione dei ricchi sui poveri”).
E pensare che il Centro Studi Pax Christi con l’Università Cattolica di Milano, a suo tempo, aveva fatto solo quello, ovvero aveva studiato il bilancio dello stato sulla questione armi.
Adesso che finalmente ci si occupa dell’archivio Pax Christi, portato da Ivrea a Firenze, qualcuno potrebbe vedere cosa a suo tempo era stato fatto?
Tuttavia, non serve piangere sul latte versato (o versare sul latte pianto): vediamo piuttosto di cogliere l’occasione per mettere un punto fermo.
Oggi (ma anche prima) le guerre si fanno con i soldi pubblici; anche quelle nucleari, che, diciamo, non si sono mai combattute, salvo una, così per prova, a Hiroshima e Nagasaki…
La voce del popolo è per stragrande maggioranza contro ogni guerra ma, magari anche solo per pigrizia, non ha ancora trovato una rappresentanza politica.


1 – LA GUERRA NUCLEARE IN CORSO
Oggi, però, dobbiamo dire che esiste una guerra nucleare in corso, che è finanziata con i soldi pubblici degli Stati che hanno arsenali nucleari (Cina, Francia, Regno Unito, Usa, Russia, India, Corea del Nord, Pakistan, Israele, più i paesi Nato aderenti alla condivisione nucleare: Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Turchia).
Questi paesi stanno già combattendo una guerra nucleare che ha le sue vittime tra i poveri e i bambini.
(il 31 Dicembre 2021 scorso d. Luigi Ciotti ha elencato bene nel suo intervento a Savona: “queste vittime presenti e future, 69 milioni bambini sotto i cinque anni, moriranno entro il 2030.”)
I numeri della pandemia sono gravi perché li vediamo quotidianamente con un bombardamento informatico, mentre i numeri dei morti a causa diretta o indiretta delle guerre sono più gravi ma non li vediamo, nè ce li fanno vedere!
Prendiamo pertanto atto che noi, cittadini di Stati nucleari, stiamo già pagando e combattendo la guerra nucleare, adesso, oggi, qui.


2 – I CITTADINI SOSTENGONO LE ARMI NUCLEARI IN TRE MODI:
Sono almeno tre i modi, a volte incoscienti ma non troppo, in cui noi cittadini sosteniamo le armi nucleari credendo di fare giustamente i nostri piccoli interessi:
I. I cittadini pagano le tasse e gli Stati, attraverso i bilanci della Difesa, sostengono direttamente le armi, anche quelle nucleari.
II. Una parte di noi (cittadini di Stati nucleari ma non solo, anche una piccola élite emergente dei paesi non nucleari), guadagna e fa affari attraverso le banche:
a) investendo direttamente
b) collocando anche solo i propri risparmi presso banche “grandi e sicure”
(Intesa s. Paolo e Unicredit, per ciò che riguarda l’Italia secondo ICAN; banche che hanno un significativo investimento finanziario in aziende che producono e sostengono direttamente le armi nucleari. ICAN individua in 25 le aziende a livello mondiale che fabbricano o gestiscono armi nucleari, e un nutrito elenco di istituzioni finanziarie che investono in armi nucleari).
Per le grandi banche mondiali avere investimenti in armi nucleari è quasi un obbligo, un finanziamento sicuro, in quanto garantito direttamente dagli Stati nucleari.
III.Sempre secondo ICAN, c’è un terzo aspetto meno visibile ma più diffuso: quello degli investimenti in fondi che hanno redditi finanziari da diverse aziende tra cui quelle nucleari.
Molti, quindi, investono i propri risparmi in fondi che a loro volta investono in fabbriche d’armi anche nucleari; ci sono addirittura fondi per pensioni che gestiscono le liquidita che i soci versano investendoli in aziende nucleari.


3 – GLI ESCLUSI
A livello mondiale i cittadini meno coinvolti in questo traffico finanziario sono gli ultimi, i poveri, gli scartati; una grossa parte della popolazione mondiale che vive di sussistenza o galleggia spendendo tutto quel che riesce a guadagnare per sopravvivere; non ha potere nè soldi per investire in nulla.
Eppure gli Stati riescono a prendere pure una piccolissima parte di soldi per le armi anche da queste persone, perché indirettamente questi ultimi, acquistando il necessario per la loro sopravvivenza, pagano un po’ di tasse; anch’essi, tuttavia, pagano direttamente, con la loro stessa vita, questo meccanismo perverso, poiché i soldi che “noi”, consci o incoscienti, deleghiamo vengano spesi per le armi, iniziando da quelle nucleari, sarebbero quelli che occorrerebbero loro per nutrirsi, per la loro salute e la loro cura.


4 – LE VIE D’USCITA, OVVERO I PERCORSI DI CONVERSIONE
Davanti a questa situazione non è semplice pensare ed elaborare una via d’uscita, già prendere coscienza che tale è la realtà è difficile; è certamente un percorso a lungo termine ma con inizio ora e immediato.
Pensare che la via sia solo politica non è realistico, mi pare.
Certo, sostenere con tutte le forze il “trattato di divieto di armi nucleari” recentemente approvato in sede Onu da 59 Stati su 50 necessari per l’approvazione (sebbene non sia firmato da nessuno Stato nucleare, una spaccatura fra chi possiede le armi nucleari e chi no) è un dovere fondamentale ma non sufficiente e, diciamolo, abbastanza marginale: non saranno i capi politici che toglieranno le armi anche nucleari ma solo una ampia presa di coscienza dal basso che senza clamore si muove e fa.
Vediamo i possibili percorsi di conversione:
I. Sostenere i trattati in tutti i modi, ben sapendo che, senza una ampia spinta dal basso, difficilmente qualcosa cambierà.
Domanda: quanti sono i partiti che mirano al governo, in Italia, in Europa e nel mondo che hanno nei loro programmi almeno la riduzione delle armi nucleari?
II. Nel mondo finanziario va facendosi strada l’idea che dire al cliente che non si investono soldi in armi ad iniziare dalle nucleari sia cosa positiva. E’ un numero significativo ancora molto minoritario ma le società che hanno scritto nei loro statuti il “no alle armi” inizia ad ampliarsi (società assicurative, fondi di investimento ecc.).
In pratica? Occorre che noi cittadini, quando paghiamo l’assicurazione dell’auto o altre polizze assicurative ed investimenti, domandiamo: “ma la tua società/banca investe in armi?”. E’ il solo strumento che abbiamo per fare crescere le coscienze.
III.Le banche svolgono un ruolo centrale in questo; pertanto, non solo occorre saper scegliere una banca che non abbia intrallazzi in armi e simili ma è necessario curare che i propri risparmi, magari attraverso canali poco trasparenti, non vengano investiti in armi. E’ un lavoro difficile e di responsabilità del cittadino ma è il solo che io conosca capace di portare a cambiamenti reali:
perdere tempo per capire dove la mia banca metta i miei risparmi è tempo dato alle vite altrui!
IV. Il mondo cattolico potrebbe dare significativi contributi in tal senso.
Per fare esempi concreti, sono ancora tantissime le istituzioni ecclesiali che usano banche “armate”; non solo la “Cei” usa Unicredit ma ad usare questa banca sono anche riviste come “Rocca” e molte altre. Sarebbe tempo che nel codice etico di tutte le attività cattoliche, venisse esplicitamente detto il no alle armi e a tutto ciò che li aiuta. Ad esempio Famiglia Cristiana nel suo codice etico non ne accenna neppure.
Sono riviste che, a parole, sostengono il disarmo ma per il loro interesse no.
L’elenco potrebbe allungarsi di molto; basta leggere dove versino i soldi le riviste dell’universo cattolico, che sono, appunto, un universo.
Quasi sempre le “banche armate” fanno prezzi di favore alle riviste, le parrocchie, gli enti di sostentamento del clero, e tutte le attività cattoliche: è tempo di uscire da questa contraddizione!
V. I soldi per la cosiddetta Difesa sono abbastanza blindati all’interno del bilancio dello stato; secondo la nostra Costituzione, che pure recita di ripudiare la guerra, stabilisce che in merito non si possano indire referendum; e, più di base, tutti pensiamo che avere un fucile sia meglio che non averlo.
Nonostante le attuali formazioni parlamentari, continuo a pensare che riuscire a far inserire nel “modello unico della dichiarazione dei redditi” la possibilità di scegliere se finanziare una Difesa armata o una Difesa nonviolenta sia una seria, attuabile e concretamente possibile proposta.
Abbiamo già gli strumenti di obiezione fiscale: l’8 per mille, il 5 per mille, il 2 per mille… perché non avere anche la scelta tra finanziare con le tasse la Difesa armata o quella nonviolenta?


5 – SIAMO DAVVERO PER LA PACE? FACCIAMO L’OBIEZIONE DI COSCIENZA ECONOMICA
Tutto questo “lavoro” può prendere il nome di obiezione di coscienza economica: è un’obiezione che ogni persona, credente o meno, dovrebbe fare propria, senza bisogno di alcuna approvazione da chicchessia: è, appunto, una questione di coscienza.
Diceva don Luigi Ciotti a Savona:
“Se il valore del denaro supera quello della vita, si è già in stato di conflitto.”
Il dialogo può aiutarci a camminare, ben sapendo che coloro che già pagano con la vita sono gli ultimi, i poveri, gli scartati.

Buon lavoro


Romano Canavese, 6 Gennaio 2022. Silvio Salussolia
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NOTE:
A) ICAN: https://www.icanw.org
Associazione premio Nobel per la pace, dal 2017 promotrice della campagna di abolizione delle armi nucleari nel mondo sfociata con la dichiarazione di illegalità delle armi nucleari nel mondo il 22 Gennaio 2021.
Sul suo sito è possibile trovare aggiornamenti continui sul rapporto economia e armi nucleari
B) I volti nel mondo dell’istruzione negata: alcune cifre sull’istruzione nel mondo usate da don Luigi Ciotti a Savona il 31-12-2021:
152 milioni i bambini/e adolescenti vittime di lavoro minorile(64ml donne-88ml maschi)
63 milioni i bambini/e coinvolti in attività pericolosissime(in particolare per la nostra elettronica)
167 milioni i bambini/e entro il 2030 vivranno in estrema povertà
69 milioni di bambini/e sotto i cinque anni moriranno entro il 2030
60 milione di bambini/e che non frequenteranno la scuola primaria
129 milioni di ragazze non vanno a scuola
Analfabetismo di ritorno dilagante in casa nostra
30% in più di ricoveri in psichiatria di ragazzi adolescenti durante l’ultima ondata di pandemia


collegamento di rete utile:

https://www.icanw.org/

Un grande risultato ottenuto soprattutto grazie al lavoro di “Campagna italiana contro le mine”.

riportiamo l’articolo di “Rete Pace e Disarmo”

La Rete Italiana Pace e Disarmo esprime la propria piena soddisfazione per il voto odierno (unanime) alla Camera dei Deputati che sancisce l’approvazione definitiva della Legge che mette fuori legge qualsiasi sostegno anche finanziario alla produzione di mine antipersona e munizioni a grappolo. In questo modo si impedirà il coinvolgimento italiano nella produzione di questi ordigni inumani, messi fuori legge da due Convenzioni internazionali sottoscritte pienamente dall’Italia, anche al di fuori dei confini nazionali. 

Una presa di posizione di civiltà che pone il nostro Paese all’avanguardia nel settore, stabilendo un principio fondamentale: se lo Stato democratico rifiuta il coinvolgimento diretto nell’utilizzo ma anche nella  produzione e commercio di alcuni tipi di armamento non può essere permesso nemmeno un coinvolgimento indiretto finanziario.
Il risultato di oggi (atteso da mesi e in realtà già ottenuto nella XVII Legislatura ma reso inapplicabile da un vulnus costituzionale evidenziato dal Presidente Mattarella) è frutto dell’instancabile lavoro di mobilitazione e patrocinio portato avanti da “Campagna Italiana contro le Mine“, che grazie ad un impegno competente e preciso è riuscita a superare ostacoli e rallentamenti in buona parte strumentali e provocatorie.

La Rete Italiana Pace e Disarmo, che ha sempre sostenuto e affiancato il lavoro della Campagna, plaude dunque all’esito positivo di questa azione, attenendo con impazienza il momento della controfirma del Presidente della Repubblica che farà entrare in vigore la Legge.

Approvata all’unanimità definitivamente la proposta di legge Misure per contrastare il finanziamento delle mine antipersona e bombe a grappolo”  dopo 4 anni dal rinvio al Parlamento da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’ottobre 2017 per un vulnus costituzionale.

La Campagna Italiana Contro le Mine plaude alla definitiva approvazione della proposta di legge, ringrazia tutti i parlamentari per l’impegno profuso nell’incedere della proposta di legge tutt’altro che lineare e facilitato. “Oggi il Parlamento ha recuperato la sua centralità e prima che festeggiare l’approvazione di questa legge che deve attendere la firma del Presidenza della Repubblica Sergio Mattarella, festeggiamo il coraggio, la costanza e la caparbietà con i quali il Parlamento ha rivendicato il suo ruolo riscrivendo una pagina di virtù e orgoglio politico” dichiara Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna Italiana

un esempio per tutti del bel lavoro che fanno le bombe anti-uomo –
http://www.italian-samizdat.com/2011/10/le-mine-antiuomo.html

La Campagna Italiana Contro le Mine ringrazia tutti i Deputati e Senatori che in due Legislature si sono battuti instancabilmente per questa proposta di legge in particolar modo la già Sen. Silvana Amati, prima firmataria della proposta nella precedente Legislatura che ha segnato, con il suo costante sincero impegno, molto del supporto politico alle attività di Mine Action del nostro Paese. Da ricordare anche il ruolo della Sen. Laura Bottici ed i componenti della Commissione Finanze del Senato per le correzioni che hanno sanato il vulnus Costituzionale della legge.

In particolare, vogliamo ringraziare il relatore della legge Massimo Ungaro che si è battuto con un impegno costante e con grande coraggio, lo stesso vale per l’On. Graziano Delrio per il risultato ottenuto oggi. Un ringraziamento al Presidente della Commissione Finanze della Camera, on. Luigi Marattin, per aver agevolato l’ostacolatissimo iter. Un ringraziamento a tutti i Deputati ed ai gruppi che hanno supportato l’approvazione definitiva della legge. Una nota di apprezzamento al gruppo di Fratelli d’Italia che precedentemente aveva sempre optato per l’astensione e in data odierna ha, invece, espresso parere favorevole.

La proposta di legge durante questi anni è stata sostenuta dalle tante organizzazioni che sono costantemente impegnate nella difesa dei diritti umani, del disarmo umanitario e della difesa delle popolazioni civili vittime degli ordigni inesplosi, ma anche da tecnici della materia che hanno offerto il loro prezioso supporto gratuito e disinteressato al solo fine di vedere approvata una legge che aggiunge prestigio al nostro Paese.  

Si attende la firma del Presidente Sergio Mattarella per festeggiare tutti insieme l’Italia che fa la differenza!

altri riferimenti di rete circa l’argomento:

Repubblica

https://www.facebook.com/campagna.italianacontromine/

http://www.italian-samizdat.com/2011/10/le-mine-antiuomo.html