Senzatomica e Rete Pace Disarmo: “Passo positivo, ora l’Italia partecipi alla Conferenza di Vienna”

Disarmo nucleare: "M5S era a favore, ma Italia non ratifica trattato"

Finalmente una buona notizia!
La Commissione esteri della Camera ha approvato le indicazioni per il Governo affinché si attivino i percorsi per il disarmo nucleare come indicato dal Trattato dell’ONU per la proibizione delle armi nucleari.
Sarà solo un primo passo, un piccolo passo ma speriamo possa essere l’inizio di passi più importanti e di decisioni fondamentali.
“Passo positivo, ora l’Italia partecipi alla Conferenza di Vienna (…)
Siamo soddisfatti di questo storico risultato a favore dell’impegno dell’Italia per il disarmo nucleare”.
Senzatomica e Rete italiana Pace e Disarmo esprimono soddisfazione per il voto di oggi in Commissione Esteri alla Camera che esprime indicazioni per il Governo affinché si attivi in percorsi concreti di disarmo nucleare e di avvicinamento ai contenuti del Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW). Nella risoluzione si sottolinea come le armi nucleari costituiscano ancora oggi una grave minaccia per l’umanità come sia quindi fondamentale continuare gli sforzi per la loro riduzione con l’obiettivo di una definitiva eliminazione.
Con il documento a prima firma Laura Boldrini (ma sottoscritto anche dai Deputati Graziano Delrio, Paola De Micheli, Piero Fassino, Francesca La Marca, Erasmo Palazzotto, Lia Quartapelle Procopio, Yana Chiara Ehm, Gennaro Migliore, Mirella Emiliozzi), il Parlamento fornisce al Governo sollecitazioni chiare e indicazioni realizzabili per perseguire percorsi concreti di disarmo nucleare globale e definitivo: un obiettivo che tutti i recenti esecutivi italiani hanno confermato come prioritario.
Dopo un dibattito di alcune settimane, è stato approvato un testo che non solo richiama in via generale il disarmo nucleare, ma indica al Governo come poterlo realizzare nel quadro del percorso individuato dal Trattato TPNW, scaturito dalla “Iniziativa Umanitaria” della società civile internazionale. Anche se l’Italia finora ha deciso, come tutti gli alleati NATO, di rimanere al di fuori del percorso che sta coinvolgendo decine di Paesi del mondo è importante che ci sia un avvicinamento ai contenuti pratici e concreti proposti dal Trattato e un confronto con tutti gli Stati che stanno mettendo il disarmo nucleare al centro della propria azione politica.
L’Italia può e deve mettere in campo la parte migliore delle proprie risorse per costruire il disarmo nucleare, come sottolineato nella parte dispositiva della Risoluzione, che impegna il Governo “a continuare a valutare, in questo contesto, compatibilmente con l’obiettivo delineato, con gli obblighi assunti in sede di Alleanza atlantica e con l’orientamento degli altri Alleati, possibili azioni di avvicinamento ai contenuti del Trattato TPNW, in particolare per quanto riguarda azioni di «Assistenza alle vittime e risanamento ambientale», considerando la grande tradizione umanitaria dell’Italia e come previsto dall’articolo VI dello stesso Trattato”.
“Finché ci saranno le armi nucleari, ci sarà sempre il rischio che vengano utilizzate – afferma Daniele Santi, Presidente di Senzatomica – Le dichiarazioni della classe governativa russa relativamente alla guerra in Ucraina hanno mostrato in maniera inequivocabile il vero volto della deterrenza nucleare quale strumento di ricatto che pone l’umanità sull’orlo della catastrofe. L’unica via per prevenire il loro uso è la loro eliminazione totale e per realizzare questo esiste oggi uno strumento: il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW). Mai come ora è necessario perseguire una politica che punti al disarmo nucleare e alla distensione dei conflitti tra le superpotenze. Al mondo esistono quasi 13mila testate nucleari, 40 delle quali sul territorio italiano. Siamo arrivati a un punto cruciale nelle iniziative per abolire le armi nucleari, uno scopo tanto agognato da molte generazioni in tutto il mondo a partire dagli hibakusha, le vittime dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki. Il TPNW è indispensabile per proteggere la pace dell’umanità nel suo complesso”.
“Solo ricordandoci della nostra umanità e decidendo un percorso serio e concreto di disarmo nucleare globale il mondo potrà smettere di basare un’effimera idea di sicurezza sulla possibilità di distruggere in pochi minuti intere città e milioni di persone” – sottolinea Lisa Clark, responsabile per il disarmo nucleare di Rete Italiana Pace e Disarmo e coordinatrice di “Sindaci per la Pace” in Italia.
L’occasione per raggiungere questo risultato è rappresentata dalla Prima Conferenza degli Stati Parti del Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW) che si svolgerà a Vienna dal 21 al 23 giugno prossimo. La campagna “Italia, ripensaci” sostenuta da Senzatomica e Rete italiana Pace e Disarmo (organizzazioni italiane partner di ICAN la campagna internazionale per la proibizione delle armi nucleari vincitrice del premio Nobel nel 2017) chiede al Governo una decisione in tal senso facendo eco a quanto votato dalla Commissione Esteri della Camera, che impegna l’esecutivo a “considerare, in consultazione con gli Alleati, l’ipotesi di partecipare come «Paese osservatore» alla Prima Riunione degli Stati Parti del Trattato di proibizione delle armi nucleari (TPNW) (…) tenendo conto della partecipazione dei Governi di Paesi NATO, come la Norvegia e la Germania”.

 

 

 

 

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