BIBLIOGRAFIA ITALIANA SULLA GUERRA IN UCRAINA

MOSAICO DI PACE:

“Fare Pace”, Alex Zanotelli, editoriale Mosaico di pace, maggio 2022

https://www.mosaicodipace.it/index.php/archivio/2022/maggio-2022

 

“Da Sarajevo a Leopoli”, Tonio Dell’Olio, Mosaico di pace maggio 2022

https://www.mosaicodipace.it/index.php/archivio/2022/maggio-2022/3006-da-sarajevo-a-leopoli

 

“La Delegazione di pace entra in Ucraina”, video, Tonio Dell’Olio, 2 aprile 2022

https://www.mosaicodipace.it/index.php/rubriche-e-iniziative/rubriche/approfondimenti/documenti/2938-la-delegazione-di-pace-entra-in-ucraina

 

“Stop the war”, Riccardo Michelucci, Mosaico di pace, maggio 2022

https://www.mosaicodipace.it/index.php/archivio/2022/maggio-2022/3005-stop-the-war

 

Dossier Armi in Europa, Mosaico di pace, maggio 2022

 

“Fermiamoci”, Alex Zanotelli, editoriale Mosaico di pace, aprile 2022

 

“Una crisi globale”, Fulvio Scaglione, Mosaico di pace aprile 2022

https://www.mosaicodipace.it/index.php/archivio/2022/aprile-2022/2958-una-crisi-globale

 

“A proposito di armi”, Giorgio Beretta, Mosaico di pace, aprile 2022

https://www.mosaicodipace.it/index.php/archivio/2022/aprile-2022/2956-a-proposito-di-armi

 

“Obiettare sotto le bombe”, a cura di Diego Cipriani, aprile 2022

https://www.mosaicodipace.it/index.php/archivio/2022/aprile-2022/2956-a-proposito-di-armi

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FAMIGLIA CRISTIANA:

Dossier: L’abisso nella guerra (31/03/2022):

https://www.famigliacristiana.it/articolo/armi-all-ucraina-e-spese-militari-lecito-non-vuol-dire-sempre-etico.aspx

 

Intervista mons. Ricchiuti: La profezia di Isaia e la guerra in Ucraina (31/03/2022): https://www.famigliacristiana.it/articolo/le-tre-questioni-sull-ucraina-e-la-guerra-.aspx

 

“Sulle orme di Francesco. Noi pellegrini di pace”, Tonio Dell’Olio, 2/04/2022:

https://www.famigliacristiana.it/articolo/sulle-orme-di-san-francesco-noi-pellegrini-di-pace.aspx

 

“Aiuti umanitari, dialogo, preghiera, la pace cammina per le vie di Leopoli”, Tonio Dell’Olio, 03/04/2022

https://www.famigliacristiana.it/articolo/stop-the-war-now-aiuti-umanitari-dialogo-preghiera-la-pace-cammina-per-le-vie-di-leopoli.aspx 

“Noi, Sasha, Marina e i loro tre figli in fuga dall’orrore: quell’abbraccio che profuma di pace”, Tonio Dell’Olio, 04/04/2022:

https://www.famigliacristiana.it/articolo/stop-the-war-ucraina-noi-sasha-marina-e-i-loro-tre-figli-in-fuga-dall-orrore-quell-abbraccio-che-costruisce-la-pace-.aspx

AVVENIRE:

sezione Ucraina (diversi articoli):  

https://www.avvenire.it/Search/ucraina

 

“Si parte ricordando don Tonino”, Riccardo Michelucci, 1 aprile 2022

https://www.mosaicodipace.it/index.php/rubriche-e-iniziative/iniziative/eventi/2936-la-carovana-nonviolenta-verso-l-ucraina

 

«Caschi blu in Ucraina e non armi». Il popolo della pace chiede la svolta, a cura di Luca Liverani, 1 marzo 2022:

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/caschi-blu-in-ucraina-e-non-armi-popolo-pace-chiede-svolta

 

I PACIFISTI  E L’UCRAINA, e-book gratuito, pubblicazione a cura di Sbilanciamoci e Rete italiana Pace e Disarmo: https://sbilanciamoci.info/i-pacifisti-e-l-ucraina/

 

ALCUNI ARTICOLI E COMUNICATI PX:

Comunicato Stampa Pax Christi, “Se vuoi la pace prepara la pace”, 12 febbraio2022

https://www.paxchristi.it/?p=19289

 

Pace senza armi: Mosca e Kiev unite dalla nonviolenza, Avvenire 14 aprile 2022

https://www.paxchristi.it/?p=19954

 

La razionale «follia» del grido “Tacciano le armi!”, don Renato Sacco:

Ucraina: la razionale «follia» del grido «Tacciano le armi!»

 

don Fabio e don Renato a Brescia davanti alla Leonardo: VIDEO – (6 marzo 2022)

( Video 5′)

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=5236909536375076&id=100003200740603&sfnsn=scwspwa

 

Giorgio Beretta sulla Fiera delle armi: 12 maggio 2022

https://www.lavocedelpopolo.it/opinioni/fiere-di-armi-in-tempi-di-guerra

 

La rivoluzione cristiana, don Fabio Corazzina: 10 maggio 2022,

Quella della pace è un’opera comune nella quale i cristiani hanno una responsabilità particolare, soprattutto nella sua realizzazione

https://www.lavocedelpopolo.it/opinioni/la-rivoluzione-cristiana

 

 Da cristiani di fronte alla guerra: utopia o realismo? (video, 11 marzo 2022)

Rocco D’Ambrosio e Fabio Corazzina: https://www.moltefedi.it/news/da-cristiani-di-fronte-alla-guerra.html

 

La pace proibita, Teatro Ghione di Roma, 2 maggio 2022, a cura di Michele Santoro

https://www.peacelink.it/pace/a/49131.html

Disarmo, collegamenti di rete utili

https://retepacedisarmo.org/

https://www.banchearmate.org/

https://sipri.org/

https://www.archiviodisarmo.it/

https://sbilanciamoci.info/

https://www.opalbrescia.org/

 

Ucraina ieri e oggi:

https://www.monasterodibose.it/comunita/finestra-ecumenica/14995-ucraina-ieri-e-oggi

 

UCRAINA E CHIESA ORTODOSSA:

collegamenti di rete utili:

https://www.unistrasi.it/1/10/7042/Voci_contro_la_guerra.htm

https://roar-review.com/ROAR-First-Issue-9b481dcf93ce4ff696ec537cad10f3a9

 

BIBLIOGRAFIA

Regno-documenti 5/2022

Le croci e la guerra {Le reazioni dei capi delle Chiese ortodosse e cattoliche sull’invasione della Federazione russa in Ucraina} – Il patriarca ecumenico Bartolomeo – Il patriarca ortodosso di Mosca – Il capo della Chiesa ucraina fedele a Mosca – Il capo della Chiesa ucraina indipendente – Ucraina: l’appello della Santa Sede (Francesco; card. P. Parolin) – I capi della Chiesa in Russia e Ucraina (Infografica di Lorenzo Tamberi) – L’arcivescovo greco-cattolico di Kiev

Regno-attualità 6/2022:

  1. Bremer, Ucraina – Ortodossia russa Storia di una deriva

Aa. Vv, Scienziati: no alla guerra

  1. Tamberi, Infografica: l’Ucraina religiosa
  2. Milani, Ucraina – Ortodossia e potere Europa, la nuova Russia

M.E. Gandolfi Russia-Cirillo: l’omelia

 


Papa Francesco attacca Putin e il Vaticano guarda oltre: è l’ora di un patto planetario

Marco Politi su “Il FattoQ.it” del 14 Marzo 2022

Papa Francesco attacca Putin e il Vaticano guarda oltre: è l’ora di un patto planetario

Papa Francesco ha perso la pazienza con Putin. “Davanti alla barbarie dell’uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi – ha scandito all’Angelus domenica – non ci sono ragioni strategiche che tengano: c’è solo da cessare l’inaccettabile aggressione armata, prima che riduca le città a cimiteri”.

Ma il Vaticano guarda anche al di là della guerra in Ucraina. La lunga stagione successiva al crollo del Muro di Berlino è tramontata: è l’ora di un patto fra tutti i protagonisti della scena mondiale. Nessuno si è accorto, fortunatamente, del lapsus sfuggito a Mario Draghi durante il dibattito in Parlamento, quando è stato autorizzato l’invio di armi all’Ucraina.

Perché la favoletta sulla giungla della storia (la violenza del despotismo) che irrompe con l’intento di deturpare il “giardino di pace” in cui vivevamo non è di un personaggio qualsiasi. Robert Kagan, il saggista e politologo statunitense citato dal premier, fa parte di quel gruppo di ideologi fanatici che sul finire degli anni Novanta lanciarono il “Progetto per un secolo americano”.

Ne faceva parte la crema dei falchi tra cui Donald Rumsfield e Paul Wolfowitz, rispettivamente capo e vicecapo del Pentagono durante la prima presidenza di George W. Bush, e Dick Cheney suo vicepresidente. Ubriachi per il collasso dell’Urss, eccitati dalla vittoria degli Stati Uniti nella guerra fredda, propugnavano l’espansione mondiale del modello di mercato americano e dello schema liberaldemocratico americano e naturalmente della “leadership americana” sul pianeta.

Erano anni in cui imperversava in una parte notevole dell’establishment statunitense un delirio di onnipotenza. Espresso nella convinzione che a Mosca spettasse d’ora in avanti un ruolo minoritario e che nessun altro Stato al mondo potesse sottrarsi all’egemonia degli Usa. E tradottosi, quindi, nella sistematica espansione della Nato nei paesi prima appartenenti al Patto di Varsavia e nello spazio a suo tempo non-allineato della ex Jugoslavia. Ma non bastava. Bisognava mostrare che il modello americano era capace di imporsi anche nel cuore del Medio Oriente e nel centro nevralgico del continente asiatico. E avvenne (con George W. Bush) l’occupazione dell’Afghanistan e l’invasione dell’Iraq.

Entrambe le avventure si sono schiantate in un mare di sangue e distruzioni. Questa fase trentennale è finita e chiunque segua con attenzione le vicende geopolitiche sa anche che non ci sarà più un “secolo” segnato dalla leadership a stelle e strisce. Karol Wojtyla, un pontefice che aveva un senso acuto per la filosofia della storia, lo aveva presentito già nel 1999: in quell’anno – era gennaio – volò a Cuba e poi negli Stati Uniti dove incontrò Bill Clinton. A St. Louis celebrò messa e tenne una singolare omelia, ricordando che i cambiamenti radicali nella politica mondiale aumentavano le responsabilità dell’America. Citò l’episodio biblico di Mosè e del Faraone, il cui esercito finì notoriamente travolto dalle acque del Mar Rosso.

Dio disperde i superbi, esclamò Giovanni Paolo, e innalza gli umili. Il disastro della ritirata dall’Afghanistan ha chiuso dunque un’epoca e l’avventurismo di Putin, con la brutale invasione dell’Ucraina, non è un tentativo di riscrivere la storia del Novecento – come superficialmente è stato sostenuto –bensì una scossa sismica che prelude a un riassestamento complessivo degli equilibri mondiali. Gli Stati, che guardano con allarme e diffidenza alle implicazioni di potere geopolitico che caratterizzano il conflitto in corso tra Nato e Russia (e per questo hanno votato contro o si sono astenuti in sede Onu dal condannare Mosca), rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale. Basti solo citare Cina, India, Pakistan oltre a paesi asiatici e africani. Se poi si vuole fare appello alla battaglia tra liberal-democrazie e autocrazie, precise inchieste prodotte negli Stati Uniti registrano che sulla scena planetaria le democrazie sono da anni in regressione. Rappresentano poco più di un quarto della popolazione mondiale. Il che, se stimola a difendere i valori democratici, rappresenta un monito a non pensare di guidare il mondo facendo i maestrini. Tutti questi problemi sembrano però drammaticamente assenti dal dibattito nelle sedi politiche istituzionali. La discussione in Parlamento è stata finora estremamente povera.

Del ruolo specifico che durante la guerra fredda l’Italia ha sempre saputo giocare nei rapporti con Mosca, pur restando saldamente ancorata al patto atlantico, non si vede neanche l’ombra. Nel frangente attuale l’area cattolica appare forse l’unico spazio in cui si riflette sulle implicazioni più ampie della guerra d’Ucraina e si dibatte sul quadro geopolitico complessivo verso cui tendere. Su Avvenire il sociologo Mauro Magatti sottolinea come sia in corso un “lento e delicatissimo processo di formazione di aree politiche-economiche-culturali omogenee, che cercano di ridefinire il loro posizionamento strategico a livello regionale e globale”. Negli scontri “calcolati” e incalcolabili è ora entrata la dimensione delle ritorsioni economiche planetarie, che lacerando l’interdipendenza globale rendono molto difficile a qualunque attore calcolare la conseguenza delle proprie iniziative.

Oltre a Putin e ai suoi disegni neo-imperiali ci sono le pretese della Cina su Taiwan, le ambizioni della Turchia, il nuovo ruolo dell’India e la stessa crescita della Nato. L’alternativa ai conflitti, spiega Magatti, è la “ricerca di composizioni che possono nascere solo attraverso l’ascolto e il dialogo”. Perché è importante sapere già ora che in questa guerra d’Ucraina non ci saranno vincitori. Per questo è fondamentale “lavorare a un metodo per comporre le tante fratture che spaccano il mondo”. Serve una visione di ampio respiro nella consapevolezza di tutti gli elementi in gioco. Il disegno neo-imperiale di Putin è da bloccare, non dimenticando al tempo stesso – come ricorda Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio – che la “Russia è stata umiliata e circondata dalla Nato”.

Serve una nuova architettura delle relazioni internazionali. Da questa guerra, insiste lo storico Agostino Giovagnoli, emerge un mondo “quantomeno tripolare (Usa, Russia, Cina) e con l’Occidente non più in una posizione dominante”.

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, invita i leader politici a fare autocritica: “Bisogna riconoscere che non siamo stati capaci di costruire, dopo la caduta del Muro di Berlino, un nuovo sistema di convivenza fra le nazioni, che andasse al di là delle alleanze militari o delle convenienze economiche”. La Santa Sede ritiene che da tutte le parti ci siano “interessi legittimi” da tutelare. Per il mondo cattolico la pace si costruisce lavorando a un patto di convivenza planetario.

 


SABATO 12 MARZO, IN PIEMONTE


CESSATE IL FUOCO – Contro la guerra, cambia la vita.

Dai una possibilità alla pace

l’invito di RETE PACE E DISARMO

Bisogna fermare la guerra in Ucraina.
Bisogna fermare tutte le guerre del mondo.
Condanniamo l’aggressione e la guerra scatenata dalla Russia in Ucraina.
Vogliamo il “cessate il fuoco”, chiediamo il ritiro delle truppe.
Ci vuole l’azione dell’ONU che con autorevolezza e legittimità conduca il negoziato tra le parti.
Chiediamo una politica di disarmo e di neutralità attiva.
Dall’Italia e dall’Europa devono arrivare soluzioni politiche e negoziali.
Protezione, aiuti umanitari, diritti alla popolazione di tutta l’Ucraina, senza distinzione di lingua e cultura.
Diamo segnali concreti di solidarietà. Ognuno contribuisca all’accoglienza e al soccorso degli Ucraini in fuga.
Costruiamo ponti e solidarietà tra i popoli, non con le armi ma con la democrazia, i diritti, la pace.
Basta armi, basta violenza, basta guerra!
Vogliamo un’Europa di pace.

https://retepacedisarmo.org/2022/cessate-il-fuoco-manifestazione-nazionale-roma-5-marzo-2022/

Per gridare la condanna della guerra,  per elevare la voce della nonviolenza, del disarmo e della solidarietà con le vittime, siamo tutte e tutti invitati a partecipare alla grande manifestazione indetta dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e tante altre organizzazioni per questo sabato 5 Marzo a Roma.

Diffondiamo l’invito e partecipiamo numerosi alla manifestazione, con le bandiere e i cartelli, con i quali diremo anche la contrarietà  all’uso delle armi per arrivare alla pace, chiederemo di sostenere gli obiettori di coscienza e la resistenza nonviolenta degli ucraini e dei russi alla politica di guerra.

Poichè la manifestazione avrà un costo notevole si chiede a tutti di contribuire come indicato in calce a questo messaggio.

Pierangelo Monti

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Sottoscrizione contro la guerra, contro tutte le guerre, per la pace in Ucraina per la pace in Europa

I fondi raccolti saranno utilizzati per sostenere la manifestazione del 5 Marzo 2022 e le mobilitazioni organizzate dalla Rete italiana Pace e Disarmo, da sindacati, associazioni, studenti, lavoratori, lavoratrici, pensionati.

I fondi rimasti saranno impiegati a sostegno della resistenza nonviolenta in Ucraina e dei pacifisti in Russia

Per Donazioni:

Causale: Per una Europa di Pace

Tramite Bonifico sul Conto Corrente IT35N0501811700000012455267
Intestazione: Movimento Nonviolento

On line tramite PayPal (possibile anche con Carta di Credito o Carta di Debito con il medesimo circuito) tramite questo link


IN PIEDI, COSTRUTTORI DI PACE – manifestazione a Roma Sabato 5 Marzo contro la guerra in Ucraina

l’invito della segreteria nazionale di Pax Christi Italia

Ciao a tutti,

questi tragici momenti per l’Ucraina  stanno dimostrando la debolezza politica dell’Unione Europea divisa ed asservita alla logica del blocco NATO, di cui  stiamo subendo le conseguenze. Ed oggi anche l’Italia ha votato l’invio di armi, compiendo un passo da “belligerante”. Un passo gravissimo. Da sempre noi diciamo ” un’altra difesa è possibile”, se fatto per tempo e per bene. Fortunatamente assistiamo, a numerose iniziative per la pace su tutto il territorio nazionale.

Rete Italiana Pace e Disarmo, cui abbiamo aderito, ha pensato di mettere in campo per la giornata di Sabato prossimo, 5 Marzo, con raduno alle ore 13.30 in Piazza Repubblica e corteo fino in Piazza San Giovanni in Laterano, una grande manifestazione a Roma per testimoniare la solidarietà al popolo ucraino ed il No alla guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali.

Pertanto, insieme alla prioritaria richiesta del CESSATE IL FUOCO, in Ucraina, si vuole  mettere l’accento sulle seguenti questioni:

  • ritiro delle truppe di occupazione russe dal suolo ucraino;
  • intervento dell’ONU, unico organismo riconosciuto e deputato a gestire le controversie internazionali;
  • neutralità attiva dell’Europa e dell’Italia per soluzioni politiche e non aiuti militari;
  • apertura di corridoi umanitari per profughi;
  • solidarietà con la società civile, i movimenti, le lavoratrici e i lavoratori ucraini e russi che si oppongono alla guerra con la nonviolenza;
  • revisione del ruolo della NATO nel continente europeo che si vuole libera dalle armi nucleari.

Invitiamo quindi i Punti Pace e  gli aderenti a Pax Christi a partecipare, per quanto possibile, alla manifestazione in  collaborazione con le associazioni promotrici del  territorio.

Speriamo entro la serata di oggi di potervi fornire il testo definitivo dell’appello con l’elenco delle associazioni promotrici in  modo che possiate contattare quelle del vostro territorio per organizzare insieme il trasferimento a Roma.

La guerra ci incalza e non abbiamo tempo, dobbiamo reagire ADESSO.

Ringraziamo don Salvatore Leopizzi per averci offerto una traccia di preghiera per la pace che condividiamo con tutti voi (in allegato).

Norberto Julini, coordinatore nazionale

Mauro Scaroni, referente in RIPD

— Segreteria Nazionale Pax Christi Italia Via Quintole per le Rose, 13150023 Impruneta (FI)Tel. 055 2020375


TACCIANO LE ARMI – dichiarazione del vescovo Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi nazionale 

Abbiamo accolto l’invito di Papa Francesco per la giornata di preghiera e digiuno per la pace, ieri, Mercoledì delle Ceneri. Un invito anche alla conversione. Mi unisco al dolore per le vittime di questa guerra in Ucraina, e di tutte le guerre. Dalle tante coscienze, da numerose piazze d’Italia sale sempre più forte il grido di pace e di no alla guerra. Si chiede il non coinvolgimento del nostro Paese nel conflitto né con armi e né con preparazione di uomini.

Certo, la condanna all’aggressione operata da Putin è totale. La guerra è sempre una tragedia. Ma non possiamo con questo dimenticare, o peggio ancora assolvere, la NATO (di cui l’Italia fa parte) dalle sue gravi responsabilità.

Sono sconcertato dalla decisione del Governo e del nostro Parlamento di inviare armi all’Ucraina. E, ancora di più, resto senza parole leggendo le dichiarazioni del nostro ministro della difesa, Lorenzo  Guerini, su La Stampa di oggi, che  oltre a ritenere uno scenario possibile una guerra che può durare 10-20 anni, alla domanda del giornalista sulla decisione della Germania di aumentare le spese militari fino al 2% del Pil, risponde: “Noi abbiamo un trend in crescita da quando sono ministro: da settembre del 2019 a oggi, il bilancio della Difesa è cresciuto di oltre 3 miliardi e mezzo, siamo all’1,4% del Pil. Si tratta di fare più investimenti per presidiare un pezzo della nostra sovranità nazionale e tecnologica».

No, Signor Ministro, “mostrare i muscoli” non può essere, e non potrà esere la strada che porta alla pace!  Io non ci sto! E con me credo tantissime donne e uomini di buona volontà, di Pax Christi e non solo. Che credono e vogliono la pace. “Se vuoi la pace, prepara la Pace, non la guerra!” Mi sembra che qui si vedano ben chiari i grandi interessi delle lobby delle armi. Non per niente da tempo sono in aumento le spese militari. Non ci sono i soldi per tante necessità ma per le armi si trovano sempre. E si decide addirittura di destinarle a zone di guerra, rendendoci, secondo alcuni esperti analisti, un Paese ‘belligerante’.

Proprio un anno fa, papa Francesco nel suo viaggio in Iraq affermava, a Ur dei Caldei,: “Un’antica profezia dice: «Verranno giorni in cui spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci. E un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo” (Is 2,4). Questa profezia non si è realizzata, anzi spade e lance sono diventate missili e bombe!”.

Come cittadino che fa riferimento alla Costituzione Italiana (Art. 11) che ripudia la guerra, e da credente e vescovo che fa riferimento al Vangelo, credo sia mio e nostro dovere offrire solidarietà umana e accoglienza a chi fugge dalla guerra, ma è altrettanto doveroso un impegno deciso e radicale contro l’irrazionalità e   l’immoralità di ogni guerra e la sua preparazione. Non possiamo versare benzina sul fuoco. E’ questa è la conversione che vogliamo chiedere anche in questo tempo quaresimale.

Pax Christi sarà a Roma il prossimo 5 marzo con tante donne e uomini per chiedere pace.

Mi auguro che allo jus in bello si sostituisca il Diritto Internazionale alla Pace.

Impruneta (Fi), Casa per la Pace, 3 marzo 2022

+ Giovanni Ricchiuti,

Presidente Nazionale di Pax Christi

Vescovo di Altamura-Gravina – Acquaviva delle Fonti

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