PRESIDIO DI SABATO 6 AGOSTO A IVREA PER LA PACE E IL DISARMO

Un grosso striscione di 10 metri è sfilato lungo via Palestro, approdando in piazza Ferruccio Nazionale. Viene dall’amico Luciano Guala. Su di esso quel forte “L’Italia ripudia la guerra” scritto nell’articolo 11 della Costituzione.
Molto ricco di interventi quest’oggi il Presidio, che cade lo stesso giorno in cui, 77 anni fa, vennero sganciati i due ordigni nucleari su Hiroshima e Nagasaki.
Pierangelo Monti ha letto la testimonianza di una sopravvissuta all’atomica su Hiroshima. Agghiacciante: quell’oggetto bianco che cade dal bombardiere, l’esplosione, il buio; sua madre che per giorni monitora il suo cuore in bilico fra lo spegnersi o andare avanti; la scoperta allo specchio delle devastazioni sul suo corpo… Come è possibile, si domanda Monti, che ancora vengano costruite bombe che possono distruggere il mondo? Dove si pensa di sganciarle? Su quali città? E’ una follia, della quale è responsabile anche il governo italiano, dato che pure sul nostro territorio, ad Aviano e Ghedi, ne abbiamo decine in deposito.
L’anno scorso, il 6 Luglio, la giunta comunale di Ivrea ha deliberato di aderire alla rete internazionale dei Sindaci per la Pace (Mayors for Peace), un’organizzazione non governativa dell’Onu, presieduta dal Sindaco di Hiroshima, che coinvolge 8.037 città di 165 paesi e regioni nel mondo collegando in rete tutti i Sindaci aderenti. È in questa veste che è intervenuto al presidio anche il Sindaco di Ivrea Stefano Sertoli, ribadendo le parole di Monti.
Cadigia Perini ha affermato che alle richieste di Pace e Disarmo ne andrebbe aggiunta una, senza la quale non sarà mai possibile al nostro Paese aderire al disarmo nucleare. E cioè “Via l’Italia dalla NATO”. Finché saremo nel club dei Paesi Nato è impensabile riuscire ad attuare il disarmo atomico.
Norberto Patrignani ha letto un brano del carteggio che intercorse tra il filosofo Gunther Anders e Claude R. Eatherly, il “pilota di Hiroshima”. Claude Eatherly fece parte come ricognitore dell’equipaggio che gestì lo sganciamento della bomba atomica su Hiroshima. Questa partecipazione gli provocò rimorsi e problemi psicologici che le autorità militari statunitensi ignorarono preferendo giudicarlo pazzo. Gunther Anders gli scrisse, ci fu uno scambio epistolare, e definì Eatherly un precursore del tipo d’uomo – “incolpevole colpevole” – che tutti saremmo diventati perché la tecnica (e gli ordigni nucleari) aveva ormai raggiunto livelli tali da cancellare ogni problema morale.
Silvio Conte, a nome di Emergency, ha affermato che i soci di Emergency non voteranno quei politici che ammettono le armi atomiche, e ha letto alcune frasi di Gino Strada contro la guerra.
Monti ha aggiunto che il Presidente della Croce Rossa internazionale, intervenuto alla Prima Conferenza degli Stati Parte del Trattato per l’abolizione delle armi nucleari, svoltasi a Vienna dal 21 al 23 Giugno, ha dichiarato che in caso venisse sganciata una bomba nucleare, nessuno stato potrebbe far fronte alle richieste di assistenza sanitaria.
Sempre Monti ha poi ricordato le parole del Papa che definiscono “immorale” l’uso e il possesso di armi nucleari.
Il presidio, che si è protratto oltre il solito orario di chiusura proprio per i numerosi interventi, si è chiuso con la canzone “Why” di Wild Mac (… qualcuno può spiegarmi perché la guerra?…)

“FINISCA LA NATO E L’ONU SIA PIU’ DEMOCRATICA”

Parole incisive ed inequivocabili quelle del vescovo Luigi Bettazzi nell’intervista fattagli lo scorso 27 Marzo da Nandino Capovilla e che potete ascoltare grazie al qui sotto riferimento di rete:

Video intervista a mons. Luigi Bettazzi


OGGI, SABATO 12 MARZO, ORE 11

a IVREA PORTA VERCELLI (PIAZZA BALLA)

PRESIDIO PER LA PACE IN UCRAINA

E ALLE ORE 21 ALLO ZAC

VEGLIA PER LA PACE

Poichè si starà nell’area esterna, copriti bene, porta la bandiera della Pace e un telo o un cuscino per sedersi.
Se vuoi, porta una lettura da condividere (una poesia, una canzone) anche se abbiamo tanto bisogno di momenti di silenzio.con letture e silenzio.
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Circa l’intervista di Mercoledì 2 Marzo per TG3 Piemonte al vescovo Luigi Bettazzi…

…. la tendenza mediatica è di farla passare semplicemente come invito a pregare mentre ha usato poche, incisive parole di vera e propria politica internazionale.

collegamento di rete da Rainews
Dell’intervista su TG3 Piemonte al vescovo Luigi Bettazzi, autorevole nell’essere storicamente credibile, sarebbe bene sviluppare ed interpretare parole come: 1) l’invito all’Europa, ritrovatasi UNITA contro una invasione, di essere INDIPENDENTE; 2) chi punta il dito contro qualcuno, oggi contro Putin, ne punta almeno tre verso se stesso… In 2 minuti ha toccato il punto senza nominarlo: la dipendenza a Nato e Stati Uniti ha provocato: 1) l’asservimento economico, finanziario e militare delle sovranità europee che rischiano, se già non lo sono, di essere democrazie fantoccio; 2) l’irritazione, comprensibile ma non condivisibile, guerrafondaia e nostalgica di un capo sia comunista che liberista.

MANIFESTAZIONE DI SABATO 26 FEBBRAIO IN PIAZZA NAZIONALE

IVREA – Massiccia presenza, pomeriggio, Sabato 26 Febbraio 2022, in piazza Ferruccio Nazionale a Ivrea dove sindacati, associazioni e partiti hanno chiamato a raccolta la società civile per una prima manifestazione-presidio contro la guerra in Ucraina.

Presenti tanti ragazzi, il sindaco Stefano Sertoli insieme a diversi colleghi di altri Comuni della zona, una nutrita rappresentanza di sindacati e partiti.

Quasi una trentina le associazioni della città che si sono fatte promotrici del presidio sotto le finestre del municipio.

da QUOTIDIANO DEL CANAVESE di Sabato 26 Febbraio scorso.


Vi giro, alcune foto della manifestazione presidio per la Pace ad Ivrea di Sabato scorso.
Sono foto prese con il cellulare e che mi hanno girato (io ero un pò imbandierata ed avevo le mani occupate….)
C’era parecchia gente.
Maria Assunta, Punto Pace Ivrea

 

2 Comments

  1. FAR PARTE DELLA NATO? DOGMA… USCIRE DALLA NATO? TABU’
    Putin, invadendo l’Ucraina, è un criminale di guerra, punto.
    Tuttavia questa pagina tragica d’Europa ha fatto sussultare noi italiani sul nervo scoperto delle contraddizioni e dei costi materiali e morali di appartenere servilmente alla NATO, e di come questa organizzazione internazionale sia in realtà uno degli strumenti egemonici degli USA.
    Eppure guai a parlarne di uscirvi o di rivederne le regole.
    Chi tenta di mettere in discussione la nostra sudditanza alla NATO viene spesso censurato sui contenitori sociali, Facebook compreso, ed aggredito verbalmente da quei politici venduti ai poteri forti.
    Direte che esagero: è avvenuto di recente che una intervista fatta ad un anziano vescovo della chiesa cattolica sia stata dapprima tagliata della parte riguardante la NATO e poi censurata del tutto.
    Se ciò capita alla legna verde, alle persone autorevoli, cosa volete che capiti alla legna secca delle nostre povere e deboli rimostranze?

  2. COMMENTO ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 6 AGOSTO. Nonostante le divergenze ideologiche rimarcate nei miei confronti da Cadigia Perini, voglio condividere la sua opinione: la condizione senza la quale tutto il resto poco resterà realizzabile. A lei non piacerà veder sottrarre al Partito Comunista il monopolio anti-NATO, tuttavia aumenta fortunatamente la coscienza di base, e del tutto trasversale a livello politico, sul fatto che, se vogliamo essere sovrani in casa nostra, ci si debba affrancare dai “liberatori – esportatori di democrazia” USA ed il loro strumento di fatto egemonico della NATO. La vera sovranità, poi, non sarà cambiare padrone, ovvero passare dagli USA alla RUSSIA: la vera sovranità è poter decidere, a livello internazionale, di restare neutrali in caso di conflitti; è poter decidere di aiutare a livello umanitario gli uni e gli altri, nella convinzione che in ogni guerra siano i capi a decidere ma i soldati e i civili di tutti gli schieramenti in gioco a pagare il prezzo più alto. Sottrarci dalla NATO: come passare dal sogno alla concretezza di questo progetto? Forse finendo di rivendicare monopoli ideologici, unendo più forze e più persone diversissime tra di esse ma determinate almeno in questo.

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