Da AGITE (Coordinamento piemontese contro l’atomica, tutte le guerre e i terrorismi) al quale partecipa anche il Centro Gandhi e il MIR-MN piemontese riceviamo il seguente messaggio:

carissimi,vi trasmetto il comunicato stampa che abbiamo scritto congiuntamente come coordinamento interconfessionale “noiconvoi” e coordinamento “A.G.iTe.” contro le armi atomiche tutte le guerre e i terrorismi, 2 realtà torinesi molto rappresentative.Allego anche la lettera di accompagnamento che è stata inviata ai giornaliCon preghiera di far girare il comunicato e pubblicarlo nelle proprie reti e sitiGraziePaolo Candelari

Sulla tragedia Afgana trovo molto interessanti i seguenti articoli:

https://ilmanifesto.it/a-kabul-il-fallimento-mascherato-delloccidente/

In Afghanistan il fallimento «mascherato» dell’Occidente

di Alberto Negri  17 agosto 2021

https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/08/16/afghanistan-soldati-senza-cibo-ne-munizioni-e-comandanti-corrotti-cosi-lesercito-addestrato-dalloccidente-si-e-arreso-ai-taliban/6292401/

di Fabio Scuto | 16 Agosto 2021

Afghanistan anno zero, eppure deve esserci un modo migliore

Di Stefano Galieni

da Left  16 Agosto 2021

https://www.agite-to.org/notizie/


interessanti anche questi due contributi de IL MANIFESTO:

https://ilmanifesto.it/nessuna-lezione-dalla-catastrofe-afghana/

https://ilmanifesto.it/gli-affari-armati-dietro-alla-guerra-permanente/


Gent.me giornaliste e gent.mi giornalisti,
sulle tragiche vicende che si stanno svolgendo in Afghanistan, si è giustamente
scritto molto e si stanno leggendo e ascoltando moltissime opinioni e analisi. 
Anche noi membri e rappresentanti di due significativi coordinamenti di realtà
diverse, abbiamo ritenuto opportuno, anzi doveroso, esprimere la nostra
posizione, che troverete nel comunicato allegato.
Ci permettiamo soltanto – in “prefazione” al comunicato, di segnalare due
peculiarità che – a nostro avviso – costituiscono un fattore di novità:
1- La prima è che il nostro “appello” nasce realmente da un confronto ampio,
dialettico e franco tra i rappresentanti di un numero davvero significativo di realtà
presenti nella società. Il Coordinamento interconfessionale è costituito da
rappresentanti di quasi tutte le confessioni religiose (o assimilabili) presenti in
Piemonte. Il Coordinamento contro l’atomica, tutte le guerre e i terrorismi
raccoglie sicuramente la grande maggioranza delle realtà e dei Movimenti
impegnati su queste tematiche. Insieme superiamo sicuramente il numero di
cento realtà aderenti. Già questo fatto ci sembra alquanto significativo, anche
perchè copre una “area culturale” tanto ampia quanto variegata, ma che è stata
capace di trovare una sintesi unitaria.
2- Una seconda peculiarità è che – partendo da quanto descritto nel punto 1 – ci
siamo ripromessi di lavorare e impegnarci per provare a ridare “un’anima” alla
democrazia e ai princìpi che la sostengono.
Abbiamo un riferimento formidabile nella nostra Costituzione e nella Carta dei
Diritti Fondamentali dell’uomo approvata dalle Nazioni Unite, ma pensiamo che i
valori fondanti delle due succitate “carte”, debbano essere rivitalizzati, meglio
compresi, e incarnati genuinamente e concretamente nella vita dei Paesi
democratici. Con una modalità, quindi, che risulti credibile, apprezzabile,
attraente o quanto meno rispettabile da tutti quei popoli che, per ragioni storiche,
hanno legittimamente compiuto  percorsi storici diversi dai nostri. 
Grati per l’attenzione che vorrete dare al nostro sforzo, 
I più cordiali saluti,
Giampiero Leo


Noi siamo con il popolo afghano e col senso autentico della libertà.


Il precipitare della situazione in Afghanistan, in tempi più celeri di qualsiasi immaginazione, ci
induce a essere più che mai a fianco del popolo afghano – un popolo che da più di quarant’anni è
dentro al tunnel della guerra; e a rivolgere un triplice appello.
Il primo è al governo italiano e alle istituzioni internazionali. Affinché nessuno sforzo sia
risparmiato per tutelare chi ha ragione di temere in quel che accade: sia esigendo un’attenzione
straordinaria e costante delle Nazioni Unite e del Consiglio di Sicurezza a salvaguardia dei diritti
umani, sia predisponendo corridoi umanitari e tutto ciò che può condurre in salvo chi è in pericolo.
Il secondo appello è ai talebani, che governeranno l’Afghanistan in virtù di una vittoria ottenuta con
le armi e non con il libero consenso. Si sentano comunque responsabili dell’incolumità e della
dignità delle donne e degli uomini dell’Afghanistan, ovvero appunto del rispetto dei diritti umani.
Sappiano mantenere la promessa che hanno fatto, che non ci saranno cioè vendette; e un
comportamento più mite di quanto non sia nelle aspettative possa contribuire a una loro diversa
immagine presso l’opinione pubblica mondiale.
Il terzo appello è alla coscienza degli uomini e delle donne dell’Occidente. Affinché questo
momento così avvilente sia fecondo di insegnamenti. In primo luogo è indubitabilmente chiaro che
la democrazia non può e non deve essere esportata, e che una libertà imposta, non rispettosa dei
percorsi di ciascuno, non è vera libertà. In secondo luogo è devastante, per quanto di continuo
ricorrente nella storia, che nobili ideali siano usati per nascondere interessi ben precisi o la consueta
politica di potenza; e quel che inesorabilmente ne deriva è il loro discredito. Bisogna allora
veramente chiedersi se quegli ideali sono innanzitutto vivi qui da noi, nell’ambito della civiltà che
ne è all’origine, al punto da poter dare la vita ed essere di esempio ad altri. Le ideologie totalitarie,
religiose o laiche, hanno saputo smuovere i popoli, chiamandoli a grandi sacrifici; ne è in grado
l’idea della libertà? Nella democrazia, al di là degli equilibri tra interessi e sistemi di potere, si può
trovare un contenuto spirituale che la sorregga? Solo se la risposta sarà autenticamente affermativa,
essa avrà un futuro.
Giampiero Leo, Claudio Torrero a nome del “Coordinamento interconfessionale Noi siamo con
voi”
Paolo Candelari a nome di A.G.Ite contro le armi atomiche, tutte le guerre e i terrorismi

Lascia un Commento