dall’articolo su FAMIGLIA CRISTIANA del 16 Maggio 2021

Anche la conferenza episcopale presieduta da monsignor Di Donna aderisce alla campagna che sollecita l’adesione del nostro Paese all’Intesa di proibizione delle armi atomiche dell’Onu già sottoscritta da 122 Stati

Con la pubblicazione dell’appello dei vescovi della Campania fatto pochi minuti fa, abbiamo segnalato tre iniziative molto significative ma che sono prese da gruppi isolati. Iniziative che ci fanno molto piacere perché dimostrano non solo che c’è ancora voglia di muoversi per la pace ma anche che qualcosa si può fare nei settori più svariati della nostra società.

Purtroppo però queste iniziative, spesso poco note, dopo un plauso veritiero, vengono dimenticate e spesso, poco per volta, finiscono per non avere più peso.

Sarebbe invece buona cosa non solo che venissero maggiormente divulgate ma che fossero sostenute soprattutto dai tanti gruppi e associazioni pacifiste presenti nel nostro paese. Con un po’ di buona volontà l’obiezione di coscienza degli studenti israeliani potrebbe far sorgere nuove obiezioni in altri settori; la decisione dei portuali di astenersi dal lavoro quando ci sono di mezzo le armi potrebbe estendersi ad altri  lavori  e l’appello dei vescovi campani dovrebbe stimolare altre conferenze episcopali o altri presuli a chiedere al governo italiano la firma del trattato contro le marmi nucleari.

Si ha spesso l’impressione che si tenda a lavorare isolatamente e solo per apparire così che se qualcosa è stato proposto da altri si può al massimo applaudire ma poi può essere accantonato

Ma con un po’ di coraggio e buona volontà si può si può andare avanti.

Gustavo Gnavi, Punto Pace Ivrea

vedi anche il relativo articolo de CHIESA CATTOLICA ITALIANA

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