Centotrenta uomini, donne, bambini, sono morti a causa dell’indifferenza verso i migranti. Diciamo pure che la sorte dei migranti non sta a cuore alle autorità politiche degli stati europei e neppure a tanta parte dei cittadini.

di Pierangelo Monti, MIR

Le autorità europee sapevano da due giorni che nel Canale di Sicilia c’erano 3 barconi nel mare al largo della Libia, ma nessuno ha inviato navi di soccorso.

Sono persone, sono vite umane. E’ il momento della vergogna” ha detto il Papa oggi a mezzogiorno.

Safa Mshli, la portavoce dell’Oim, l’organizzazione dell’Onu per i migranti ha denunciato: “Gli Stati si sono opposti e si sono rifiutati di agire per salvare la vita di oltre 100 persone. Hanno supplicato e inviato richieste di soccorso per due giorni prima di annegare nel cimitero del Mediterraneo. Lasciati morire in mare. L’umanità è annegata.  È questa l’eredità dell’Europa?”.

Carlotta Sami, portavoce dell’alto commissariato per i rifugiati (Unhcr-Acnur): “Quando sarà abbastanza? Povere persone. Quante speranze, quante paure. Destinate a schiantarsi contro tanta indifferenza”.

Il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli: “La vicenda è dolorosa, terribile e ferisce la nostra umanità. Non si perda altro tempo e non si metta a rischio altra povera gente. I governi nazionali diano poteri e mandato all’Unione europea per intervenire, salvare vite, realizzare corridoi umanitari e organizzare un’accoglienza obbligatoria. È necessario perché è oramai chiaro che le politiche nazionali non sono in grado di gestire con umanità ed efficacia i movimenti di migranti e richiedenti asilo”.

L’Arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice: “Il lungo temporeggiare sull’obbligo del soccorso e l’accavallarsi confuso delle giustificazioni sul perché non si sia fatto nulla per precipitarsi a salvare 130 persone innocenti in evidente pericolo – uomini, donne e bambini che avevano nel cuore solo la grande speranza di ricevere la nostra accoglienza e l’opportunità di un futuro – continuano purtroppo a dimostrarci che non è più possibile che si ritardi nella ricerca di una soluzione politica a livello europeo, una soluzione umanamente sostenibile che ponga fine una volta per tutte a questa straziante barbarie”.

Ripensiamo alle parole pronunciate da Papa Francesco a Lampedusa nel 2013: “Domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi e in coloro che con l’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada a drammi come questo”.

Abbiamo il dovere di continuare ad impegnarci nella resistenza all’indifferenza, fino alla liberazione da un sistema ingiusto che permette simili tragedie.

Sosteniamo quanti sono impegnati nel soccorso dei profughi e dei migranti, nei corridoi umanitari, nelle opere di accoglienza e integrazione di chi 

Pierangelo Monti

Presidente MIR

Allego il giusto e severo comunicato dell’Arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice.

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