MERCOLEDI’ 17 FEBBRAIO ORE 20,00 incontro su rete promosso dal Movimento dei Focolari Italia sul canale https://www.youtube.com/economiadisarmata

Il nostro Paese rientra tra i primi 10 esportatori dei sistemi d’arma a livello mondiale e contende il primato internazionale relativamente alle armi cosiddette leggere.
Si tratta di una scelta strategica condivisa politicamente in maniera trasversale negli ultimi decenni.
L’adesione al programma dei caccia bombardieri JSF35, programmati anche per essere armati con ordigni nucleari, e la vendita di navi da guerra al governo egiziano e saudita, rappresentano, ad esempio, il risultato di politiche industriali che vedono in prima linea grandi società controllate dal capitale pubblico (Leonardo, ex Finmeccanica,  Fincantieri) e relativo indotto.

L’attenzione generata dall’opposizione alla produzione in Italia, da parte di una azienda controllata da una multinazionale estera, di bombe destinate ai Paesi coinvolti nel conflitto in Yemen, ha fatto emergere l’elusione sistematica della legge 185/90 che vieta l’invio e il transito di armi verso Stati in guerra e/o che violano i diritti umani.  Una normativa, è bene ricordare, nata per applicare il principio costituzionale del ripudio della guerra e approvata grazie alla testimonianza dei lavoratori obiettori alla produzione bellica e all’impegno della società civile con il contributo decisivo dell’associazionismo cattolico.

Il tempo di pandemia ci impone di liberarci da logiche recessive e di corto respiro nella consapevolezza che “tutto è connesso”. La scelta dell’ecologia integrale è incompatibile con la logica di Caino (“a me che importa?”) che papa Francesco ci ha invitato a ripudiare nel 2014, a 100 anni del primo conflitto mondiale.

Come credenti e come cittadini ci sentiamo impegnati a cogliere l’occasione della Next Generation Eu per investire, in maniera lungimirante, nei settori strategici orientati all’ambiente e al “lavoro libero, creativo e solidale” e riscattare l’Italia da ogni ricatto occupazionale.

Carlo Cefaloni e Cinzia Guaita, Movimento dei Focolari Italia

Gianni Alioti, The Weapon Watch, Osservatorio sulle armi nei porti europei e mediterranei

Marco Tarquinio, direttore Avvenire

Marco Piccolo, Fondazione Finanza etica

Gaetano Quadrelli, Commissione Regionale PSL Piemonte/Valle D’Aosta

Sr. Francesca Fiorese Ufficio PSL Padova
Stefano Biondi, Ufficio PSL Pisa

Oliviero Bettinelli, Ufficio PSL Roma

Giovanni Ricchiuti, Vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Presidente di Pax Christi – Italia

Alessio Lanfaloni, Villaggio Peace and business, The Economy of Francesco

don Bruno Bignami, direttore Ufficio nazionale PSL

«Anche oggi le vittime sono tante… Come è possibile questo? È possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi, che sembra essere tanto importante!».

Papa Francesco davanti al Sacrario Militare di Redipuglia (13 settembre 2014) economia.disarmata@paxchristiivreagmail-com

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