Volentieri inoltro la riflessione segnalata da SOS Missionario per la giornata di domani

Pierangelo

L’8 Febbraio la Chiesa cattolica ricorda la prima santa sudanese, Bakhita, rapita ancora bambina e venduta più volte come schiava. Per le sofferenze inaudite vissute da Santa Giuseppina Bakhita e il suo speciale cammino di fede, Papa Francesco ha scelto la data dell’8 Febbraio per istituire la GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA E RIFLESSIONE CONTRO LA TRATTA DI ESSERI UMANI che quest’anno ha come tema “Economia senza tratta di persone”.
Questa giornata rappresenta una occasione per riflettere su una delle principali cause della tratta di persone: il modello economico dominante, i cui limiti e contraddizioni sono acuiti dalla pandemia COVID-19.
La tratta di persone è parte integrante di questa economia: le persone vittime della tratta come “merci” sono inserite negli ingranaggi di una globalizzazione governata dalla speculazione finanziaria e dalla concorrenza “sottocosto”.
Per scardinare tutti quei meccanismi perversi che alimentano l’offerta e la domanda di “persone da sfruttare”, serve una visione strutturale e globale della tratta perché è il cuore dell’intera economia ad essere malato.
Invece, c’è chi pensa –ad esempio – di sconfiggere i trafficanti di persone chiudendo tutti i porti del nostro paese che per tre quarti si allunga nel Mediterraneo.
Oppure c’è chi pensa che, tolti di mezzo i “caporali” (che scelgono chi andrà nelle campagne, nelle vigne e nei frutteti, esigendo una buona percentuale della già misera paga) si possa sconfiggere definitivamente lo sfruttamento lavorativo e la riduzione in schiavitù, che invece sono opera delle grandi organizzazioni di stampo mafioso.
Mentre c’è chi continua a ricorrere al lavoro minorile, privando bambini e bambine della loro infanzia, della loro dignità, o a sfruttare giovanissime ragazze e ragazzi nella prostituzione, esponendo gli uni e le altre a gravi rischi per la salute fisica e mentale.
C’è chi trasforma i minori in bambini soldato (anche bambine!), a volte costringendoli a “farsi esplodere” per provocare attentati terroristici.
C’è chi sfrutta la disperazione delle persone per mutilare il loro corpo per l’espianto e la vendita di organi… oppure ricorrendo allo sfruttamento dell’utero per una vera e propria  ‘vendita illegale’ dei bambini che nasceranno.
E l’elenco potrebbe continuare..
La tratta quindi è la punta di un iceberg, conseguenza di un modello di sviluppo fondato su una (falsa) idea di libertà economica in cui ogni istanza etica, sociale e politica risulta estranea e di ostacolo.
Al contrario, un’economia senza tratta è un’economia che valorizza e ha cura dell’essere umano e della natura, che include e non sfrutta i più vulnerabili.

Pierluigi Addarii

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