Benedizioni, gioia e pace, a tutti voi per questo nuovo anno 2021.

Mentre inauguriamo questo nuovo anno, siamo consapevoli dell’unicità del 2020.

Il vescovo Marc Stenger ed io (co-presidenti), Greet Vanaerschot e il team del Segretariato internazionale di Bruxelles, ringraziamo ciascuno di voi per il vostro sostegno, manifestato in modi diversi, il vostro impegno a servizio dei più vulnerabili tra le vostre famiglie e quartieri.

Esprimiamo la nostra gratitudine per il vostro coraggio, cura e compassione mentre svolgevate il vostro servizio nonostante le diverse forme di perdita dovute alla Pandemia da Covid19.

Siamo vicini a quelli di voi che hanno perso persone care, posti di lavoro e persino proprietà, e che cercano di far fronte a questa “nuova normalità”. Allo stesso modo, esprimiamo la nostra gratitudine a coloro che svolgono professioni di cura, che hanno dato tutto, finanche la loro vita, per i loro fratelli e sorelle durante questa pandemia.

Anche se non sappiamo cosa ci porterà il futuro, siamo fiduciosi che il Dio Creatore che cammina umilmente e amorevolmente con noi, continuerà a proteggere noi, i nostri cari, le nostre comunità, e il nostro mondo globale nel nuovo anno 2021 e oltre.

Condivido questa riflessione sul messaggio della 54ma Giornata Mondiale della Pace di Papa Francesco e invito ciascuno di voi ad interiorizzare e concretizzare in modo creativo questo profondo messaggio.

Il messaggio è pieno di intuizioni e speranza, pieno di grazia, vivificante e stimolante.

Ci chiama ad andare oltre la realtà del Covid-19, fino all’anno 2021 e oltre.

Nelle sue precedenti riflessioni sulle Giornate mondiali della pace e nelle due Encicliche “Laudato Si” e ‘Fratelli Tutti’, Papa Francesco intreccia amore e cura per l’ambiente e per l’umanità (chiamati a essere il custode l’uno dell’altro).

Nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace 2021 “Una cultura della cura come percorso verso la Pace ”, il Papa ci invita ancora una volta a impegnarci nella cura e compassione, promuovendo la dignità di ogni persona, essendo solidali con i poveri ed i vulnerabili ed a lavorare per il bene comune, preoccupandoci anche della protezione del Creato. Questo è un invito per tutti noi a causa della pandemia da Covid-19 e della realtà del cambiamento climatico.

Allo stesso modo, questa esperienza globale ci ha tenuti concentrati sul fatto che siamo tutti interconnessi indipendentemente dal nostro genere, credo, razza, affiliazione, status socio-economico e politico.

Inoltre, il Papa ci chiama a vivere e lavorare per ciò che conta davvero cioè “il valore e la dignità di ogni persona, … solidarietà per il bene comune e … soccorso a chi soffre di povertà, malattie, schiavitù, conflitti armati e discriminazione “.

Papa Francesco ci sfida ulteriormente a “diventare una profetica testimonianza di una cultura della cura, che lavora per superare le tante disuguaglianze sociali esistenti ” e avverte che ciò “può avvenire solo attraverso un coinvolgimento diffuso e significativo da parte delle donne, nella famiglia e in ogni ambito sociale, politico e istituzionale “. Questo è il pensiero per tutti noi mentre inauguriamo il nuovo anno 2021.

Le domande iniziali che potremmo dover porci sono: cosa sarà diverso nel 2021 nel modo in cui noi dovremo impegnarci gli uni per gli altri (donne e uomini, giovani e bambini), le nostre comunità, i nostri vicini, e il mondo globale? Cosa dobbiamo fare per aprire i nostri cuori, le nostre case e le nostre frontiere ai “Vulnerabili” che ci raggiungono ogni giorno, sfidandoci ad agire in risposta al loro grido di vulnerabilità? Come si possono convertire i nostri cuori e cambiare il nostro modo di pensare, per poter lavorare per la vera pace in solidarietà gli uni con gli altri e la nostra Madre Terra?

Prendersi cura l’uno dell’altro va oltre le parole e le riflessioni. Si tratta di adottare una “nuova cultura”, ci chiama al di là di noi stessi verso l’amore disinteressato come lo ha definito Madre Teresa di Calcutta “amare finché non fa male “. La vita e la missione di Gesù erano caratterizzate da amore, cura, compassione, rispetto per la dignità di ciascuno; un amore che ha portato allo svuotamento della croce. Attraverso l’esempio di Gesù noi dobbiamo imparare a essere la nostra sorella e il custode di nostro fratello, ad essere il “buon samaritano” (Luca 10: 34-35) che cura e guarisce le ferite di chi soffre di diverse vulnerabilità chi cura e guarisce le ferite della nostra Madre Terra, devastata dalla mancanza di cure.

Papa Francesco ci invita anche a pensare in modo creativo e ad agire sulla grande quantità di risorse che sono spese per finanziare l’acquisto di armi, in particolare armi nucleari, e altre armi come esplosivi, artiglieria ed armi di piccolo calibro che causano la perdita di vite umane, migrazioni massive e perdita di diritti basilari.

Chiede che queste risorse vengano utilizzate per garantire la sicurezza delle persone, la promozione di pace e sviluppo umano integrale, lotta alla povertà e assistenza sanitaria, cura.

Chiede la creazione di un “fondo globale” da utilizzare per eliminare la fame e contribuire allo sviluppo dei paesi più poveri. Inoltre, ci ricorda che la promozione di una cultura della cura richiede un processo di educazione.

Mentre ci impegniamo in una riflessione teologica su queste profonde riflessioni di Papa Francesco, rispondiamo alla sua chiamata a prendere in mano la bussola e “diventare un testimone profetico della cultura della cura”.

Per fare ciò, è importante ricapitolare le sue intuizioni e preoccupazioni, contenute in entrambe le sue Encicliche e i messaggi della Giornata mondiale della pace, a cui abbiamo fatto riferimento in precedenza in questa riflessione, nelle quali ci ha invitato a rispettare e tutelare sia le persone umane che l’ambiente, orientando così la bussola nella giusta direzione.

Ci ricorda che siamo chiamati ad articolare ed esemplificare ciò che è prendersi cura seguendo le orme di Gesù (Lc 10:37). Gesù adempì la missione per la quale era stato inviato, per redimere tutte le persone umane; ha guarito i cuori spezzati, ha dato la vista ai ciechi, ha reso i prigionieri liberi e proclamato l’anno di grazia del Signore per tutti (Luca: 4:18). Quindi ci ha insegnato cosa vuol dire preoccuparsi ed agire in modo nonviolento. Eppure, come ricorda Papa Francesco, oggi c’è una tendenza ad adottare una “cultura dell’indifferenza, dello spreco e del conflitto” ed allo stesso modo una cultura della violenza; una tale cultura porta solo la distruzione e la morte della creazione di Dio.

Papa Francesco ha un messaggio speciale per tutti gli operatori di pace, quindi anche per noi, membri di Pax Christi International, che siamo chiamati a

“diventare testimoni profetici di una cultura della cura”.

L’invito per tutti noi nel 2021 è rinnovare ancora una volta il nostro impegno a difendere e promuovere i diritti umani fondamentali di ogni persona, guarire chi ha il cuore spezzato, ridare la vista a chi subisce diverse forme di cecità e ingiustizie, liberare i prigionieri dalle diverse catene di esclusione, apatia, insicurezza, razzismo, xenofobia, e “coltivare” responsabilmente ed essere custodi della nostra Madre Terra.

Comprendiamo anche la chiamata di Papa Francesco a parlare ed agire contro i l’impero delle armi di distruzione di massa e di tutte le altre (in questo richiamiamo particolare attenzione alle armi leggere e di piccolo calibro) che sono armi di prima scelta che alimentano i conflitti insanabili soprattutto nel continente africano. Nella nostra sequela di Gesù nonviolento, siamo chiamati e mandati in missione a sfidare strutture e azioni violente e non compatibili con “una cultura della cura” e che quindi non possono essere una “via per la pace”. Come sottolinea sinteticamente Papa Francesco, “la pace e la violenza non possono abitare insieme “.

In conclusione, ispirati e guidati dallo Spirito Santo, ci muoviamo nella speranza di servire ed accendere il mondo di novità in questo nuovo anno 2021. Possiamo noi continuare a coltivare “una cultura della cura come via verso la Pace” nelle nostre case, comunità e territori. Invocando Maria, Madre di Dio, nostra “Madonna, Stella del Mare e Madre della Speranza ”, le chiediamo di proteggerci e di camminare con noi mentre ci sforziamo di diventare testimoni profetici di “una cultura della cura”.

Possa l’anno 2021 essere un momento di benedizioni, legami familiari, guarigione e cura l’uno dell’altro. Possa la pace dell’Emanuele, Dio con noi, portare rinnovata speranza a voi, alle vostre famiglie e ai vostri amici.

“Gesù è venuto affinché tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. (Giovanni: 10:10)

Teresia Wamũyũ Wachira (IBVM)

Co-President di Pax Christi International

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