a cura di Gustavo Gnavi (PuntoPaceIvrea) e di PierAngelo Monti (MIR)

Vi proponiamo il collegamento (link) per accedere in rete al testo della lettera del vescovo di Roma dal titolo “LA CULTURA DELLA CURA COME PERCORSO DI PACE” con l’augurio che sia ascoltato, perchè nel nuovo anno si cammini in pace verso la pace, avendo cura di ogni essere vivente e della Terra sulla quale viviamo.

Il Papa inizia esprimendo la sofferenza nel

constatare che, accanto a numerose testimonianze di carità e solidarietà, prendono purtroppo nuovo slancio diverse forme di nazionalismo, razzismo, xenofobia e anche guerre e conflitti che seminano morte e distruzione” 

e termina con una indicazione pratica:  

Quanta dispersione di risorse vi è per le armi, in particolare per quelle nucleari, risorse che potrebbero essere utilizzate per priorità più significative per garantire la sicurezza delle persone, quali la promozione della pace e dello sviluppo umano integrale, la lotta alla povertà, la garanzia dei bisogni sanitari. Anche questo, d’altronde, è messo in luce da problemi globali come l’attuale pandemia da Covid-19 e dai cambiamenti climatici. Che decisione coraggiosa sarebbe quella di «costituire con i soldi che s’impiegano nelle armi e in altre spese militari un “Fondo mondiale” per poter eliminare definitivamente la fame e contribuire allo sviluppo dei Paesi più poveri»!”
Pierangelo

In questo messaggio per la 54° giornata mondiale della pace papa Francesco ci ricorda inoltre:

“ quanta dispersione di risorse vi è per le armi, in particolare per quelle nucleari, risorse che potrebbero essere utilizzate per priorità più significative per garantire la sicurezza delle persone.”

E’ questo un tema sul quale il papa ritorna spesso negli ultimi tempi. Nell’enciclica “Fratelli tutti” dice chiaramente che:

“ l’uso dell’energia atomica per scopi bellici è immorale, così come è immorale il possesso di armi nucleari.”

Anche l’ONU ha fatto un passo molto importante in merito alle armi nucleari.

Infatti  il 22 Gennaio entrerà in vigore il TRATTATO PER LA PROIBIZIONE DELLE ARMI NUCLEARI (TPAN) adottato dall’ONU nel 2017 e da questa data non si potranno più costruire, vendere e detenere armi atomiche sul territorio nazionale. Tuttavia:

  • Lo sai che la NATO ha chiesto ai paesi che ne fanno parte di non firmare il trattato?
  • Lo sai che l’Italia, che fa parte della NATO, non ha ancora firmato il trattato?
  • Lo sai che in Italia, negli aeroporti militari di Ghedi (BS) e di Aviano (PD) vi sono circa 50 testaste nucleari della NATO?
  • Lo sai che nel 2021 queste testate verranno sostituite con altre più moderne e più potenti e  quindi più pericolose, anche se sarà in vigore il trattato che lo proibisce?
  • Lo sai che per la presenza di queste testate l’Italia e altre nazioni europee (Germania, Belgio e Olanda), in caso si una guerra atomica, saranno le prime a essere colpite?
  • Lo sai che l’Italia, per sostenere la NATO, ha speso nell’anno passato circa 70 milioni di Euro al giorno?
  • Lo sai che secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Mil€x nel 2020 l’Italia avrà speso  circa 26,3 miliardi di Euro in spese militari, un miliardo e mezzo in più rispetto l’anno precedente?
  • Lo sai che la portaerei Cavour, varata nel 2009 e costata 1,3 miliardi di euro. ha fatto sinora solo due missioni di rappresentanza per pubblicizzare la Marina Militare?
  • Lo sai che L’Italia ha negli ospedali 3,2 posti letto ogni mille abitanti mentre la media europea è del 4,3 ogni mille abitanti (e la Germania 8 ogni mille)?

Se non lo sai, è perché le varie fonti di informazione (giornali, radio, TV, etc) non lo dicono.

Ora non possiamo non chiederci:

  • –  perché aumentano le spese per il settore militare e non quelle per la sanità pubblica?
  • – perché dobbiamo continuare a sovvenzionare i grandi gruppi di pressione internazionale  (lobby) delle armi che si arricchiscono sempre più vendendole ai paesi in guerra?
  • –  perché dobbiamo sostenere organizzazioni internazionali come la NATO che creano e finanziano guerre fra paesi poveri per poter vendere a questi le loro armi?

Non è ora di cambiare e passare da un’economia di guerra a una di pace?Per fare questo c’è bisogno dell’impegno di tutti, anche del tuo… PENSACI!

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