Pax Christi Italia nacque nel 1954 grazie all’interessamento del valdostano  d. Fausto Vaillainc, futuro vescovo di Alba, nonchè alla volontà di mons. Giovanni Maria Montini allora, ancora per poco,  sostituto alla Segreteria di Stato.

Si potrebbe dire che in fondo Pax Christi Italia ebbe origini piemontesi e, limitando ancor più il territorio, in ordine alfabetico,  biellesi, canavesane e vercellesi.  Infatti  un grosso contributo alla sua nascita e crescita lo dettero certamente il vercellese d. Cesare Massa deceduto nel 2017, il primo presidente di Pax Christi mons. Carlo Rossi vescovo di Biella e, negli anni 1956 e 1957, i giovani aderenti di quelle zone che dovettero  occuparsi delle due “routes “ internazionali che passando attraverso il Canavese e a  Ivrea terminarono il loro percorso al santuario di Oropa. 

A mons. Rossi  seguì nel 1959 l’arcivescovo di Siena mons. Mario Jsmaele Castellano e nel 1968 gli successe mons. Luigi Bettazzi giovane vescovo di Ivrea.  Questa  presidenza scombussolò un po’ il movimento perché il vescovo Luigi  puntò soprattutto sui giovani lasciando un po’ da parte il gruppo di aderenti  precedente, formato in particolare da persone di una certa età e di un certo ceto sociale con la segreteria a Roma.

Con il nuovo gruppo Pax Christi Italia si lanciò in nuove iniziative tipo le marce di capodanno, iniziate nel ’68,  e sì organizzò un po’ meglio dandosi anche uno statuto e, fra le altre attività, si proposero nei mesi estivi,  due ostelli per i giovani, uno a Roma e un altro a Venezia i quali, oltre a essere una presenza viva anche a livello internazionale e un modo per fra conoscere Pax Christi, contribuivano anche a ridurre la cronica carenza di fondi de movimento.

Sotto la presidenza di mons. Bettazzi  la segreteria si trasferì a Ivrea e nel 1970 si iniziò a pubblicare una specie di “bollettino” dapprima ciclostilato e poi stampato che chiuse i battenti nel 1990 con la nascita di Mosaico di Pace.

Nel 1978 mons. Bettazzi venne eletto anche presidente di “Pax Christi International”  succedendo all’olandese  card. Bernard Alfrink arcivescovo di Utrecht,  presidenza che tenne sino al 1985.

In Pax Christi Italia a mons. Bettazzi succedette nel 1985 mons. Antonino Bello, vescovo di Molfetta, che portò in Pax Christi una  ventata di vitalità e di poesia caratteristiche delle terre del sud. Il suo impegno per la  pace si scontrò più volte sia con la società civile sia con quella ecclesiale ed ebbe molto a soffrire per la causa della pace. Già ammalato, don Tonino partecipò alla marcia a Sarajevo nel 1992. Morì pochi mesi dopo nell’aprile del 1993.    

All’inizio degli anni ’90 si avviò anche la gestione delle Casa per Pace che fra varie difficoltà resta ancora oggi un punto di riferimento per molte iniziative. 

Nel 1994 la presidenza si trasferì  al Nord con mons. Diego Natale Bona vescovo di Saluzzo e nel 2003 passò  a mons. Tommaso  Valentinetti  vescovo di Termoli.  Poi nel 2009 toccò a mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, che lasciò l’incarico per motivi di salute nel 2015 e infine eccoci a un altro Giovanni, mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura, Gravina e Acquaviva  delle Fonti nominato in quell’anno e confermato per un secondo mandato.

L’incarico di segretario o, come oggi si dice, di coordinatore nazionale  dopo mons. Vaillainc passò al romano comm. Gagnesi, poi all’eporediese  Giuliana Bonino, indi al salernitano Filodemo Jannuzzelli, poi a d. Tonio Dell’Olio, a d. Fabio Corazzina, a d. Nandino Capovilla e ora è in mano al novarese  d. Renato Sacco. 

La segreteria si trova presso la Casa per la Pace  alle porte di  Firenze e precisamente  in località Impruneta,  comune di Tavernuzze,  in v. Quintole per le Rose n.  131.

Se volete saperne di più,  in particolare sulle varie iniziative nazionali e internazionali che Pax Christi Italia ha organizzato e sostenuto in tutti questi anni, potete consultare l’apposita pagina sul sito http://www.paxchristi.it/?p=331 e troverete notizie più estese e approfondite.

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