La notizia è ormai certa, anche se non è ancora pubblica.

Le testate atomiche presenti nelle sedi  NATO in Europa (Italia, Germania, Olanda e Belgio) sono ormai vecchie e quindi occorre cambiarle con altre più potenti ed efficaci.

Ci saranno anche i nuovi aerei per trasportarle, i famosi F-35A di cui da anni si parla e che i paesi NATO sono in qualche modo obbligati a comprare.

Così avremo in casa le nuove bombe B61-12. Le vecchie B-61 non si sa che fine faranno (probabilmente saranno  montate e la parte radioattiva verrà interrata in qualche caverna a  grande profondità.

Ma l’Italia avrà anche il privilegio di veder transitare sul suo suolo le testate che andranno ad altri paesi, tramite la base americana di Camp Darby, in provincia di Pisa e lo scalo navale di Livorno.

Il tutto nel silenzio delle tradizionali fonti di in formazione.

Pubblichiamo perciò l’articolo di Manlio Dinucci su quanto detto sopra. Pregasi di farlo girare.


Manlio Dinucci

IL MANIFESTO DEL 01.12.2020

PUBBLICATO 30.11.2020, 23:59

https://ilmanifesto.it/la-bomba-e-pronta-tra-breve-in-italia/

Un video, pubblicato il 23 novembre dai Sandia National Laboratories, mostra un caccia Usa F-35A che, volando a velocità supersonica a 3000 metri di quota, lancia una bomba nucleare B61-12 (dotata per il test di testata non-nucleare).

La bomba non cade verticalmente ma plana, finché nella sezione di coda si accendono dei razzi che le imprimono un moto rotatorio e la B61-12 (guidata da un sistema satellitare) si dirige sull’obiettivo che colpisce 42 secondi dopo il lancio.

Il test è stato effettuato il 25 agosto nel poligono di Tonopah nel deserto del Nevada.

Un comunicato ufficiale conferma il suo pieno successo: si tratta della prova di un vero e proprio attacco nucleare che il caccia effettua a velocità supersonica e in assetto stealth (con le bombe nucleari collocate nella stiva interna) per penetrare attraverso le difese nemiche.

La B61-12 ha una testata nucleare con quattro opzioni di potenza selezionabili al momento del lancio a seconda dell’obiettivo da colpire. Ha la capacità di penetrare nel sottosuolo, esplodendo in profondità per distruggere i bunker dei centri di comando e altre strutture sotterranee.

Il programma del Pentagono prevede la costruzione di circa 500 B61-12, con un costo stimato di circa 10 miliardi di dollari (per cui ogni bomba viene a costare il doppio di quanto costerebbe se fosse costruita interamente in oro). È stato ufficialmente annunciato che la produzione in serie della nuova bomba nucleare comincerà nell’anno fiscale 2022, che inizia il 1° ottobre 2021 (ossia tra undici mesi).

Non si sa quante B61-12 verranno schierate dagli Usa in Italia, Germania, Belgio e Olanda per sostituire le B61 il cui numero effettivo è segreto.

Foto satellitari mostrano che sono stati effettuati lavori di ristrutturazione nelle basi di Aviano e Ghedi in preparazione dell’arrivo delle nuove bombe nucleari, di cui saranno armati gli F-35A della US Air Force e, sotto comando Usa, quelli dell’Aeronautica italiana.

In quale situazione si troverà l’Italia, una volta che saranno schierati sul proprio territorio gli F-35A pronti all’attacco nucleare con le B61-12, è facilmente prevedibile. Quale base avanzata dello schieramento nucleare Usa in Europa diretto principalmente contro la Russia, l’Italia si troverà in una situazione ancora più pericolosa.

Dipenderà ancor più di prima dalle decisioni strategiche prese a Washington, che comportano scelte politiche ed economiche lesive della nostra sovranità e dei nostri reali interessi nazionali.

Dovrà accrescere la spesa militare dagli attuali 26 a 36 miliardi di euro annui, cui si aggiungeranno secondo i piani oltre 60 miliardi stanziati a fini militari dal Ministero dello sviluppo economico e tratti (più gli interessi) dal Recovery Fund.

L’Italia violerà ancor più di prima il Trattato di non-proliferazione, al quale ha aderito nel 1975 impegnandosi a «non ricevere da chicchessia armi nucleari né il controllo su tali armi, direttamente o indirettamente».

Rifiuterà ancora di più il recente Trattato Onu sulla abolizione delle armi nucleari, che stabilisce: «Ciascuno Stato parte che abbia sul proprio territorio armi nucleari, possedute o controllate da un altro Stato, deve assicurare la rapida rimozione di tali armi».

Per gettare un sasso nell’acqua stagnante di un parlamento che tace su tutto questo, l’on. Sara Cunial (Gruppo Misto) ha presentato una interrogazione a risposta scritta alla Presidenza del Consiglio e ai Ministeri della Difesa e degli Esteri.

Dopo aver esposto i fatti sopracitati, l’interrogazione chiede «se il Governo intende rispettare il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari, ratificato dall’Italia nel 1975; se intende firmare e ratificare il Trattato ONU sulla abolizione delle armi nucleari, che entra in vigore nel 2021; se intende far sì, in base a quanto stabiliscono tali trattati, che gli Stati uniti rimuovano immediatamente qualsiasi arma nucleare dal territorio italiano e rinuncino a installarvi le nuove bombe B61-12 e altre armi nucleari».


VEDI IL VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=Q3GYfY9ERWo&feature=emb_title

Lascia un Commento