(Dall’articolo di Isabella Piro su Vaticannews, Città del Vaticano 27 Febbraio 2020)

Era il 27 febbraio 1945 quando un raid aereo delle Forze Alleate distruggeva la città di Magonza, in
Germania. Oggi, a 75 anni da quella funesta pagina della Seconda Guerra Mondiale, la Chiesa
locale rilancia l’invito a lavorare attivamente per la pace. E lo fa attraverso una dichiarazione del
vescovo di Magonza, nonché presidente di Pax Christi in Germania, monsignor Peter Kohlgraf.

<< Il male produce sempre altro male, e la guerra è sempre causa di ulteriore violenza, di
morte e di povertà… Le conseguenze della guerra non sono terminate con la fine del
conflitto perché i sopravvissuti, ovunque, sono rimasti traumatizzati, segnati da esperienze
di violenza e sofferenza… Le generazioni successive sono state influenzate da queste
esperienze… Le ferite della guerra sono visibili – ancora oggi, e non solo – nel paesaggio
urbano di Magonza >>.

Troppa violenza nel mondo: educhiamo alla pace!

Ma la commemorazione del 75.mo anniversario del bombardamento è anche – dice il presidente di
Pax Christi in Germania – un monito a “lavorare attivamente per la pace”, soprattutto in un
momento storico in cui, in tutto il mondo, si assiste ad una nuova fase di “riarmo”, ad una
“crescente disponibilità all’uso della violenza nei pensieri, nelle parole e nelle azioni”. Per questo,
continua monsignor Kohlgraf, è importante mettere in pratica i principi cristiani, “rifiutando ed
opponendosi all’odio e al disprezzo”, promuovendo al contempo “nelle famiglie, nelle scuole e
nelle associazioni ecclesiali un’educazione alla pace”. In tal modo, la commemorazione della
distruzione di Magonza potrà “aiutare a gettare il seme del bene, come il chicco di grano che
sprofonda nella terra per portare frutto”.

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