Pax Christi International si oppone ai piani israeliani per l'annessione
e invita la comunità internazionale a ritenere Israele responsabile delle violazioni del diritto internazionale.

Pax Christi International si oppone con veemenza al piano israeliano di annettere qualsiasi area
della Cisgiordania, compresa la Valle del Giordano. Riconosciamo Gerusalemme est e le alture
del Golan siriane come illegalmente annesse ai sensi del diritto internazionale. Continuiamo a
condannare l’occupazione israeliana della Cisgiordania da 53 anni ed il blocco di Gaza da 13
anni. Manteniamo una forte e costante solidarietà con le nostre sorelle e fratelli palestinesi la
cui libertà, dignità e diritti umani sono minacciati da questa attuale proposta e dalle precedenti
azioni di Israele.

Approviamo la dichiarazione del Consiglio dei Patriarchi e dei Capi delle Chiese di Terra Santa
che esprime grave preoccupazione per qualsiasi azione unilaterale di annessione della terra.
Aggiungiamo la nostra voce alla crescente denuncia della flagrante violazione del diritto
internazionale,
della Convenzione di Ginevra e delle risoluzioni concordate dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e dal Consiglio di sicurezza. Stiamo con quei paesi, la società
civile e le organizzazioni per i diritti umani, i movimenti, le comunità religiose e le persone di
coscienza che chiedono a Israele di porre immediatamente fine ai suoi piani di annessione

Come movimento cattolico globale per la pace e la nonviolenza, Pax Christi International è
profondamente preoccupato che le azioni per annettere qualsiasi parte della Cisgiordania spegneranno gli ultimi barlumi di speranza per una pace giusta e duratura nella terra che
chiamiamo santa e che ha il potenziale per scatenare la giusta rabbia e conseguenti disordini in
tutta la regione.

Per 75 anni, Pax Christi International ha promosso la nonviolenza come strumento per
rispondere alle ingiustizie, ha incoraggiato il dialogo per favorire la riconciliazione e ha negoziato
accordi di pace. Riteniamo che tutte le parti coinvolte in una controversia debbano garantire il
rispetto e il riconoscimento reciproco. L’annessione mina questi principi ponendo i diritti e la
stessa umanità di un gruppo come irrilevanti per le aspettative di un altro.
Crediamo che ci sia un altro modo per garantire i diritti e la sicurezza di israeliani e palestinesi.
Questa azione unilaterale è controproducente per creare realmente sicurezza, giustizia e pace.
La fine della Seconda guerra mondiale vide la nascita di un nuovo ordine mondiale
internazionale che sanciva i diritti umani e stabiliva degli standard per il comportamento delle
nazioni. Pax Christi International, fondata in quel momento di grande importanza, è
profondamente preoccupata per il fatto che la decisione di Israele di perseguire l’annessione
della terra con la forza militare non solo violi ma mette a repentaglio le norme e i dettami di
quell’ordine mondiale, che è già gravemente minacciato.

L’annessione, cioè l’attuazione del “Deal of the Century” dell’amministrazione Trump,
formalizzerà gli sforzi strategici e persistenti di Israele per creare “dati di fatto” e sarà la campana
a morte per la possibilità di creare uno stato palestinese. Per decenni, una soluzione a due stati
che riconosce i diritti e la sicurezza di palestinesi e israeliani come vicini uguali è stata sostenuta
dal Vaticano , dalle Nazioni Unite e dalla comunità internazionale. Se Israele continua con i suoi
piani, come dichiarato, la realizzazione di una soluzione a due stati sarà impossibile. Ciò
causerà un danno irreversibile al compimento del diritto inalienabile dei palestinesi
all’autodeterminazione, come garantito dall’articolo 1 della Carta delle Nazioni Unite, e ostacolerà i loro sforzi per creare un fiorente stato palestinese.
Poiché i palestinesi hanno progressivamente perso la proprietà e l’accesso alla loro terra e alle
risorse naturali attraverso la confisca dei terreni, le demolizioni delle case, le leggi sulla
pianificazione discriminatoria e l’espansione sfrenata degli insediamenti, tutti strumenti per
l’annessione de facto strisciante, la comunità internazionale è rimasta ad osservare e non è
intervenuta per fermare queste azioni illegali.

Il 1° luglio 2020 è la data in cui il Primo Ministro Netanyahu potrà testare la determinazione
della comunità internazionale a proteggere e difendere i principi sanciti a fondamento di un
mondo civile. È in quella data che il governo di coalizione dovrebbe presentare i suoi piani per
l’annessione unilaterale dei territori palestinesi occupati, una proposta che avrà un impatto devastante sulla vita di centinaia di migliaia di bambini, donne e uomini palestinesi. Questo è il
momento Kairos del mondo di agire immediatamente e con forza o di essere complice di questo
piano.
Pax Christi International invita la comunità internazionale e gli stati membri delle Nazioni Unite
non solo a denunciare queste azioni illegali, ma anche ad avere il coraggio di dichiarare Israele
responsabile imponendo conseguenti azioni specifiche ed efficaci.

Chiediamo a tutte le sezioni e ai gruppi membri di Pax Christi di
unirsi ai leader della Chiesa e ai membri delle comunità di fede per :

• esprimere la loro solidarietà ai palestinesi e agli israeliani che si oppongono all’annessione,
all’occupazione e al blocco di Gaza;
• esortare le diocesi a esercitare il loro diritto di effettuare investimenti finanziari e scelte di
consumo sulla base di standard di responsabilità etica e sociale;
• esprimere la propria opposizione ai piani illegali e unilaterali di annessione di Israele in questo
momento cruciale;
e chiedere ai loro rappresentanti eletti di sollecitare il proprio governo a:
• opporsi al piano di annessione di Israele;
• delineare quali azioni specifiche intraprendere in risposta a qualsiasi tentativo di annessione,
ad esempio:
1. porre fine al commercio di armi ed alla cooperazione in materia di sicurezza militare con
Israele
2. sospendere gli aiuti militari ed altri aiuti finanziari ad Israele fintanto che continua a violare la
legge internazionale ed umanitaria
3.attuazione di sanzioni sul commercio con insediamenti illegali, incluso il boicottaggio di prodotti provenienti da tali insediamenti e da società che beneficiano dell’attività degli insediamenti;
• dichiarare che non riconosceranno alcuna modifica unilaterale ai confini stabiliti nel 1967;
• ritenere Israele responsabile delle violazioni del diritto internazionale e umanitario;
• riconoscere lo stato della Palestina.

Bruxelles, 19 giugno 2020

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